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Emilio G. Berrocal

Lo Spazio Etrusco-Caraibico

2022

Prezzo
14,00 €
Collana
Nuovi saggi
Pagine
192
Formato
15,0 x 21,0 cm
Legatura
Brossura
ISBN
978-88-5524-528-9

L’intersezione rivendicata tra razza/classe, finzione/realtà, impossibile/naturale

Lo Spazio Etrusco-Caraibico

Lo Spazio Etrusco-Caraibico

L’intersezione rivendicata tra razza/classe, finzione/realtà, impossibile/naturale

Due differenti film, un medesimo avvenimento storico. Nel giro di tre anni, dal 1979 al 1982, vengono prodotti in Gran Bretagna e Italia due lungometraggi, uno per la TV, uno per il cinema, sull’assedio del ristorante italiano Spaghetti House di Knightsbridge nel centro di Londra, dal 28 settembre al 3 ottobre 1975. Tre uomini armati, che alla polizia avevano detto di far parte del Black Liberation Army, inizialmente mossi dall’intenzione di rapinare l’incasso, avevano preso ad ostaggio lo staff del ristorante, nove persone, assiepandole in cantina. Fuori dall’edificio, un vasto dispiegamento di forze dell’ordine. Si tratta di A Hole in Babylon di Horace Ové, nativo di Trinidad & Tobago, che con il suo Pressure del 1975 era passato alla storia come il primo regista nero del Regno Unito, e Spaghetti House di Giulio Paradisi con Nino Manfredi nei panni del protagonista. Sulla base del confronto tra i due film, giocato a più riprese lungo i tre capitoli del libro – cosa si perde (la stagione della “political blackness”) e cosa si acquista (il mito “italiani brava gente”) nel passaggio da Trinidad all’Italia – si coglie l’occasione per enunciare la comparsa dello spazio etrusco-caraibico come uno spazio liberato di legittimazione politica e poetica in cui abbandonare l’Italia in quanto patria morale per rivendicare l’identità impossibile degli etrusco-caraibici tramite uno scavo in profondità. Scendendo negli anfratti bui della Terra come ritorno ad un’origine perduta, la scrittura poetica di Dante Alighieri, Pierpaolo Pasolini e Derek Walcott, ma anche quella surreale di Juan Rodolfo Wilcock così come quella “tempestosa” di William Shakespeare, farà emergere in superficie che il piccolo Kobe Bryant, nelle vesti di Tagete più che del campione di là da venire, e Diego Armando Maradona, capitano di un rivoluzionario Calcio Napoli, entrambi in Italia dal ’84 al ‘91, siano i facilitatori storici dello spazio di cui tratta questo libro.

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