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	<title>Edizioni Effigi &#124; C&#38;P Adver &#187; Cataloghi</title>
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	<description>Grafica · Comunicazione · Web · Editoria</description>
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		<title>Abraham Brueghel</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Catalogo della mostra, Saturnia, Polo Culturale Pietro Aldi, 11 luglio - 1 novembre 2026]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Un maestro della natura morta barocca</h4>
<p>Questa è la prima mostra monografica in assoluto dedicata al grande pittore di natura morta fiammingo, ma attivo in Italia, Abraham Brueghel (Anversa 1631-Napoli 1697), appartenente a una celebre famiglia di pittori discendenti dal sommo Pieter Bruegel il vecchio. I suoi dipinti sono messi a confronto con opere del padre, del nonno nonché di importanti esponenti della natura morta romana e napoletana. Non abbiamo molte notizie sulla sua prima giovinezza, certamente trascorsa in patria: probabilmente fu allievo ad Anversa del padre Jan, per poi trasferirsi giovanissimo in Italia (forse già intorno al 1648-49). Dal 1659 è documentato stabilmente nella Città Eterna, dove nel 1666 si sposa; da qui si sposterà poche volte, in particolare per recarsi a Messina presso il noto collezionista don Antonio Ruffo. A Roma lavora per tutte le principali famiglie nobili, creando dipinti di fiori e frutti – talvolta arricchiti da figure eseguite da prestigiosi pittori quali Guillaume Courtois, Luigi Garzi, Giovanni Battista Gaulli – eseguiti con grande maestria tecnica, uno spiccato senso del colore e un naturalismo figlio della sua origine fiamminga. Dal 1675 si trasferisce a Napoli, dove replicherà il grande successo ottenuto a Roma, lavorando per prestigiosi committenti (anche in collaborazione con Luca Giordano, Paolo de Matteis e Francesco Solimena) e dove resterà fino alla morte avvenuta nel 1697.</p>
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		<title>Marco Manzo a Santa Maria dei Miracoli</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 15:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cataloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Catalogo della mostra a cura di Marco Manzo, da un'idea di Davide Ceriani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una mattina di una giornata quasi estiva, padre Ercole Ceriani mi chiese di raggiungerlo nello studio di Marco Manzo, alle porte di Roma, dove lo incontrai per la prima volta. L’esposizione delle sue opere nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli in piazza del Popolo stava avviandosi verso un percorso concreto.<br />
È stata quasi una missione per me far lavorare scultori e pittori interagendo con lo straordinario patrimonio artistico e culturale che sono gli edifici sacri, ossia seguire il solco tracciato dell’interazione fra il Cristianesimo e i grandi artisti che interpretano e reinterpretano le Sacre Scritture. Ogni volta è anche una sfida, perché il linguaggio artistico contemporaneo è soggetto a sperimentazioni che possono stridere con i canoni della tradizione. L’intelligenza e la lungimiranza di religiosi come padre Ercole Ceriani, monsignor Giuseppe Lorizio, il vescovo Daniele Libanori hanno permesso di creare un nuovo percorso iconografico che ci invita a soffermarsi sulla parola Dio che permea, anche involontariamente, le opere di Marco Manzo, che può ascriversi, dopo questa mostra, fra i migliori interpreti di questo dialogo.<br />
Tornando alla mattina in cui incontrai con padre Ercole l’artista, rimasi affascinato dall’opera in marmo di una donna accasciata ma al contempo avvolgente e con la schiena tatuata. Era la sintesi dell’arte di Manzo, una Maddalena pacificata cui pian piano, in una conversazione che ancora ricordo, si fece luce l’idea di porla sotto a una monumentale croce che l’artista avrebbe dovuto realizzare apposta per Santa Maria dei Miracoli.<br />
Ciò che questo bel catalogo riassume è la storia di questo percorso.</p>
<p>Lorenzo Zichichi</p>
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		<title>Andrea Granchi</title>
		<link>https://www.cpadver-effigi.com/blog/andrea-granchi-inseguitore-di-orizzonti/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2026 08:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Catalogo della mostra<br/>Saturnia, Polo Culturale Pietro Aldi<br/>1 aprile - 5 luglio 2026]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Inseguitore di orizzonti</h4>
<p>Andrea Granchi è stato artista poliedrico, spaziando dalla pittura alla ceramica, al libro d’artista e al cinema d’artista. Ha esplorato i mezzi della comunicazione visiva per quasi sei decenni, a partire dal 1966, ma è stato anche docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze e scrittore di testi teorici e monografie.</p>
<p>Nella sua opera pittorica, cui è dedicata principalmente la mostra, il rapporto tra uomo e ambiente è un tema ricorrente: la città con le sue geometrie spigolose o il paesaggio agreste e boscoso integrano e compenetrano volti o figure ciclopiche, mentre vi si aggirano filiformi individui in cammino, quasi metafore dell’<em>Andrea Granchi, inseguitore di orizzonti</em>, l’artista che non ha mai cessato di sperimentare nuove vie espressive.</p>
<p>Al di là della ricca eredità artistica di cui godiamo nell’esposizione, siamo grati all’amico Andrea per aver avviato e sostenuto il percorso del Polo culturale Pietro Aldi e per averlo fatto con costanza, con la forte impronta della sua profonda umanità.</p>
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		<title>Il Museo di Casa Martelli a Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 15:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cataloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Nascita, sviluppo e gestione di una casa museo. Note sul metodo di lavoro (1999-2019)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Nascita, sviluppo e gestione di una casa museo. Note sul metodo di lavoro (1999-2019)</h4>
<p>Casa Martelli è oggi uno dei luoghi della cultura afferenti all’Istituto Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello e si inserisce pienamente in una visione che riconosce nei musei centri di conoscenza, di ricerca e di relazione con i territori, capaci di coniugare rigore scientifico, rispetto delle specificità dei contesti e apertura a pubblici diversi.</p>
<p>Il volume illustra l’articolato iter che ha consentito il passaggio di un sito, nella sua interezza, da dimora privata a museo pubblico. Tutto ciò non riguarda solo gli aspetti prettamente giuridici relativi all’acquisizione di un complesso di beni, mobili e immobili, da parte del Ministero della Cultura, ma soprattutto le problematiche di vario segno, di volta in volta affrontate e superate per arrivare al traguardo dell’apertura alla pubblica fruizione.</p>
<p>Massimo Osanna<br />
<em>Direttore generale Musei – Ministero della Cultura</em></p>
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		<title>Legami intangibili nei paesaggi festivi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 15:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cataloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fotografie di Marina Berardi, Barbara Di Maio, Francesco Faraci, Francesco Francaviglia, Fausto Podavini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frutto di un intenso dialogo con soggettività diverse, gruppi sociali, istituzioni e associazioni locali, il progetto di documentazione visiva <em>Legami intangibili nei paesaggi festivi</em> è stato ideato e realizzato dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) e sostenuto da <em>Strategia Fotografia 2022</em>, iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, entrambe del Ministero della Cultura. Dalla ricerca sviluppata nel corso del progetto prende forma la mostra fotografica <em>Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi</em>, che propone una lettura contemporanea e autoriale delle feste, esplorandone il ruolo nella costruzione dei paesaggi festivi.</p>
<p>I reportage documentano <em>living heritage</em> – patrimoni viventi e immateriali che si creano e si rigenerano continuamente – mettendo in luce la molteplicità delle pratiche sociali, la loro complessità e le loro potenzialità nel campo della ricerca multidisciplinare. Le opere in mostra esplorano la festa come un luogo di scambio e di interrelazione tra esseri umani e ambienti naturali, tra persone e simboli, trasformando i luoghi in spazi di vita e di cura del territorio. In questo contesto, le cerimonie agiscono come attivatori di ibride relazioni che connettono umano e non-umano, evidenziando il profondo legame tra gli individui e i paesaggi.</p>
<p>I ventotto reportage esposti sono stati realizzati da Marina Berardi, Barbara Di Maio, Francesco Faraci, Francesco Francaviglia e Fausto Podavini, fotografe e fotografi sensibili alla ricerca etnografica e alla sperimentazione di nuovi linguaggi. Il lavoro avviato, riparte con la mostra e il catalogo, coinvolgendo di nuovo antropologi, fotografi, studiosi e autori delle feste. Un rinnovato spazio di dialogo, in cui i legami intangibili tra persone e paesaggi continuano a essere indagati e valorizzati.</p>
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		<title>Mitlantide</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 13:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Catalogo della mostra all'Acquario Civico di Milano<br/>
12 dicembre 2025 - 1º febbraio 2026]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Marco Nereo Rotelli e Gala Rotelli</h4>
<p>Nel cuore dell’Acquario Civico, antica dimora dell’acqua e della memoria, prende vita Mitlantide, una città sommersa e luminosa, immaginata da Marco Nereo Rotelli insieme alla figlia Gala. Ispirandosi al mito platonico di Atlantide, Rotelli disegna un’altra Milano: una metropoli liquida invasa dalle acque che, nella realtà, scorrono misteriose e nascoste nel suo sottosuolo. [...]<br />
Nel dialogo tra pittura, musica e materia, Mitlantide si rivela più di una mostra: è un atto di fiducia nell’immaginazione, un invito a riscoprire la memoria generativa dell’acqua e, con essa, la possibilità di uno sguardo nuovo sul mondo.</p>
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		<title>I flagellanti di Roccatederighi</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 11:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Roccastrada]]></category>

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		<description><![CDATA[Catalogo della mostra all'oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano di Roccatederighi<br/>
21 dicembre 2025]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>tra fede, storia e tradizioni</h4>
<p>Durante i secoli i flagellanti di Roccatederighi rappresentano la realtà associativa più importante del paese la cui memoria è stata in gran parte recuperata attraverso lo studio delle fonti documentarie. Questo catalogo restituisce le notizie più aggiornate – e in parte inedite – di questa compagnia laicale dalla fine del Medioevo all’Età Contemporanea offrendo, contestualmente, un approfondimento su alcune pregevoli suppellettili ecclesiastiche e opere d’arte conservate nell’oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano.</p>
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		<title>Luigi Einaudi e «Il Mondo»</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2025 14:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cataloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Biografie]]></category>

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		<description><![CDATA[Catalogo della mostra inaugurata in Francia nel 2024 presso l’Université de Toulon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il catalogo della mostra <em>Luigi Einaudi e «Il Mondo »</em> illustra, tra immagini e testi, la collaborazione di Luigi Einaudi al settimanale diretto da Mario Pannunzio. Inaugurata in Francia, nel giugno 2024, presso l’Université de Toulon (in occasione del Colloque international <em>Luigi Einaudi et le pouvoir : formes, protagonistes, institutions</em> organizzato nel quadro delle iniziative scientifiche per il 150° anniversario della nascita del celebre economista e primo Presidente della Repubblica Italiana eletto dal Parlamento), la mostra offre un ampio spaccato della vita politica e culturale durante la ricostruzione materiale e morale del Paese appena uscito dalla tragedia della seconda guerra mondiale. Emerge l’esperienza del Presidente Einaudi, in ambito pubblico e privato, e la sua sua rete di rapporti nella quale figurano alcune fra le più rappresentative personalità della politica e della cultura coinvolte da Pannunzio nell’innovativo progetto de «Il Mondo».</p>
<h4>Luigi Einaudi et «Il Mondo»</h4>
<p><em>Le catalogue de l’exposition </em>Luigi Einaudi et « Il Mondo »<em> illustre, à travers des images et des textes, la collaboration de Luigi Einaudi à l’hebdomadaire dirigé par Mario Pannunzio. Inaugurée en France, en juin 2024, à l’Université de Toulon (à l’occasion du Colloque international </em>Luigi Einaudi et le pouvoir : formes, protagonistes, institutions<em> organisé dans le cadre des initiatives scientifiques pour le 150e anniversaire de la naissance du célèbre économiste et premier Président de la République Italienne élu par le Parlement), l’exposition offre un large aperçu de la vie politique et culturelle durant la reconstruction matérielle et morale du pays, tout juste sorti de la tragédie de la Seconde Guerre mondiale. Ces photos montrent l’expérience du Président Einaudi, tant dans le domaine public que privé, ainsi, que son réseau de relations dans lequel figurent certaines des personnalités les plus représentatives de la politique et de la culture impliquées par Pannunzio, dans le projet novateur de « Il Mondo ».</em></p>
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		<title>Compagni nel cammino</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 08:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cataloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Catalogo fotografico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Bastoni da pastore del Museo della terra di Latera dalla<em> collezione Padiglione</em></h4>
<p>Il patrimonio custodito dal Museo della terra di Latera si è di recente arricchito con l’acquisizione di 19 nel cammino bastoni da pastore provenienti da una collezione privata. Si tratta di un nucleo, all’apparenza omogeneo per tratti stilistici e supporto materico, estratto da una raccolta di più ampio numero che attualmente il Museo custodisce in comodato gratuito in attesa che in futuro essa possa entrare stabilmente e in modo completo nel suo inventario.<br />
Sono bastoni realizzati con legni da frutto, probabilmente nocciolo, e che presentano tutti una caratteristica: la loro impugnatura è intagliata e ciascun manico raffigura un animale (volatili, piccoli mammiferi). Manufatti còlti – nel momento in cui finiscono tra le pagine di questo catalogo fotografico – al termine di un iter che li ha visti passare dalla mano di chi li ha realizzati a quella di chi li ha raccolti e collezionati per approdare, infine, nelle sale di un museo.<br />
Oggetti che hanno alle spalle una vera e propria biografia culturale, una vita sociale, e che hanno trovato nel Museo della terra di Latera un luogo capace di valorizzarli, di custodirli e offrirne una chiave di lettura.</p>
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		<title>Guido Spadolini 1889-1944</title>
		<link>https://www.cpadver-effigi.com/blog/guido-spadolini-1889-1944-pittore/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 11:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cataloghi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Catalogo della mostra, Saturnia, Polo Culturale Pietro Aldi, 5 luglio 2025 - 30 marzo 2026]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Un pittore tra paesaggi toscani e affetti familiari</h4>
<p>Nel solco di una Toscana che ha saputo fare dell’arte un linguaggio di permanenza e di rinnovamento, Guido Spadolini si manifesta artista schivo e raffinato, capace di leggere in profondità il suo tempo senza cedere all’enfasi o all’adesione acritica alle correnti dominanti. Muovendosi con discrezione nel panorama culturale italiano della prima metà del Novecento, ha sviluppato una personale autonomia espressiva in costante dialogo con le correnti artistiche del periodo.<br />
Scopriamolo in occasione del centenario della nascita del figlio Giovanni, storico, giornalista e politico di rilievo nazionale, nonché primo titolare del Ministero dei beni culturali e dell’ambiente nell’Italia repubblicana.</p>
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