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	<title>Edizioni Effigi &#124; C&#38;P Adver &#187; Cavalieri</title>
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	<description>Grafica · Comunicazione · Web · Editoria</description>
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		<title>Gli Ordini Cavallereschi Italiani</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 16:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domus Templi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[I sistemi premiali conferiti e riconosciuti dalla Repubblica Italiana (seconda edizione)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>I sistemi premiali conferiti e riconosciuti dalla Repubblica Italiana</h4>
<p>Per parlare di <em>Ordini Cavallereschi</em> in Italia – con particolare riferimento negli ultimi 150 anni – occorre precisare che cosa sono dette<em> Istituzioni</em> e quando si sono determinate.</p>
<p>Anzitutto, prescindendo dalla costituzione della <em>Tregua di Dio</em>, è doveroso anticipare ai lettori che nel medioevo si diffuse a partire dall’XI secolo con <em>Adalberto</em> – duca vescovo di Laon – una “tripartizione sociale” che prevede<em> tre ordini</em> nella comunità terrena che concorrono alla celeste:<em> Oratores</em> (ovvero “coloro che pregano”: Vescovi, Monaci, Chierici), <em>Bellatores</em> (ovvero “coloro che combattono”: Signori, Militi) e <em>Laboratores</em> (ovvero “coloro che lavorano”: agricoltori, lavoratori).</p>
<p>A partire dai primi decenni del XII secolo si diffuse nella <em>Città Santa – Al-Quds</em> per i musulmani – una <em>Nuova Cavalleria</em> costituita da nobili europei che difesero i pellegrini, il <em>Santo Sepolcro</em>, i territori cristiani in <em>Ultramare</em>, le vie di fede. Essi vivevano in povertà e servivano il<em> Sovrano di Gerusalemme</em> che concesse loro i <em>portici della Spianata della Moschea</em> ove sorge la <em>Cupola d’Oro</em>; sorsero i <em>Pauperes Commilitones Christi Templique Salominis</em> e grazie all’<em>abate San Bernardo di Chiaravalle</em> durante il<em> Concilio di Troyes</em> del 1129 fu riconosciuta la <em>Militia Templi</em> promulgando il “manifesto” della cavalleria cristiana tramite il suo “De laude novae Militiae”, a cui seguì la “Regle du Temple” per i Monaci Templari (<em>milites-monachi</em>).</p>
<p>Gli Ordini Cavallereschi sono la derivazione dei cosiddetti <em>Ordini Militari (Giovanniti, Templari, Lazzariti, Teutonici e Canonici del Santo Sepolcro)</em> che operarono principalmente per la difesa dei pellegrini in visita presso i Loca Sancta.</p>
<p>Gli <em>Ordini Militari</em> (detti anche – erroneamente – “Monastico-Cavallereschi”) costituiscono un fenomeno storico peculiare dell’Europa occidentale, diffusi a partire dal <em>Concilio di Clermont</em> (preceduto proprio dalla predicazione durante la meno nota assise conciliare a <em>Piacenza</em>) che promulgò l’idea di una “peregrinatio armata”. Il <em>pellegrinaggio</em> rappresentava un’esigenza ancestrale, di crescita spirituale per la cristianità del Medioevo, proprio durante questa <em>prassi penitenziale</em> poteva rendersi necessario l’uso delle armi solamente per la <em>difesa</em> dei convogli dei pellegrini. È da <em>Cismare</em> – cioè l’Europa – che molti si imbarcarono armati verso l’<em>Ultramare</em> convinti di dover difendere a tutti i costi coloro che erano in quel momento i <em>deboli</em> – i pellegrini – ed è in questo contesto che sono più facilmente definibili – e comprensibili – gli <em>ordini cavallereschi medievali</em>.</p>
<p>Gli <em>Ordini Militari</em> assunsero una <em>disciplina religiosa</em>, difatti il cavaliere emetteva i tre voti di <em>castità</em>, <em>povertà</em> ed <em>obbedienza</em> divenendo un “miles-monachus” e costituendo una classe intermedia a quelle teorizzate nella <em>tripartizione sociale</em>; il quarto voto prevedeva la difesa armata della cristianità. Si affermò anche un nuovo modo di guerreggiare attraverso la <em>cavalleria</em> che divenne la nuova istituzione di tutti gli eserciti europei, a cui poi si affiancarono anche<em> arcieri</em>,<em> balestrieri</em>, ma i cui ufficiali erano e continuarono ad essere i cosiddetti “cavalieri” – cioè <em>militi catafratti</em> –. L’esercizio delle armi era una dimostrazione del potere e coloro che erano catafratti erano solo i <em>Signori</em> (<em>imperatore, re, principi, Vescovi-Conte</em>) e i Cavalieri.</p>
<p>Nella categoria degli <em>ordini di cavalleria</em>, un certo numero di istituti sono stati collocati nel corso del tempo; si possono distinguere<em> diverse fasi</em> della storia di quel tipo di<em> istituzione</em>. La forma originale – durante le <em>Crociate</em> – meritava il suo nome di <em>Ordo</em>, in quanto costituita da individui legati da una<em> Regola religiosa</em> permanente di comportamento (con l’emissione dei <em>tre voti</em>). Dopo le <em>Crociate</em> sembrava esaurito, già agli inizi del XIV secolo, il loro compito istituzionale ed alcuni sovrani utilizzarono simili sodalizi per creare una nuova<em> militia</em> – non più religiosi, ma<em> dinastici</em> – per remunerare i sudditi più fedeli e vincolarne così la loro persona. Dopo il <em>Rinascimento</em>, i vecchi <em>ordini dinastici</em> – ed alcuni <em>ordini monastici</em> – divennero ordini puramente onorifici, molti ne sono stati creati, ancora una volta su emulazione dei precedenti <em>ordini cavallereschi</em>.</p>
<p>Per quanto concerne le ascendenze, sicuramente bisogna ricordare il <em>Sansovino</em> – nel XVI secolo – per la tripartizione in ordini di collana, di croce e di sperone, così come <em>padre Onorato di Santa Maria</em> – nel XVIII secolo – che inserì quelli <em>ereditari</em>, acquisiti (militari, onorari, sociali, regolari e femminili), per chiudere con il <em>Maigne</em> che nel 1861 suddivise, nuovamente, in<em> tre categorie: Grandi ordini, di Corte e di Merito</em>.</p>
<p><em>Come risultato, abbiamo oggi istituzioni disparate come il Sovrano Militare Ordine di Malta</em> (l’unico “Ordine Sovrano” superstite), l’<em>Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme</em> (cosiddetto “subdelegazione pontificia”), <em>della Giarrettiera</em> (<em>gotha</em> degli ordini cavallereschi britannici) e di “Merito” quale, appunto, l’<em>Ordine al Merito della Repubblica Italiana</em> (OMRI). Tutti questi “ordini di cavalleria” sono organizzazioni molto diverse per storia, forma, scopo e di questi tratteremo in presente pubblicazione.</p>
<p><strong>Uff. Prof. Dr. Alessio Varisco</strong>,<br />
<em>Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana</em><br />
<em>Direttore Antropologia Arte Sacra</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Approfondimenti e notizie</h3>
<ul>
<li>Letture.org &#8211; <a href="https://www.letture.org/gli-ordini-cavallereschi-italiani-i-sistemi-premiali-conferiti-e-riconosciuti-dalla-repubblica-italiana-alessio-varisco" target="_blank">Intervista ad Alessio Varisco</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/ringraziamenti-dal-presidente-del-consiglio-dei-ministri-per-ultimo-volume-del-prof-varisco/" target="_blank">Ringraziamenti del Presidente del Consiglio dei Ministri</a></li>
</ul>
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		<title>Il fuoco dei sensi</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 14:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domus Templi]]></category>
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		<category><![CDATA[Cavalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c’è nessuna meta, nessuna fretta, nessuna perfezione da raggiungere: è già tutto qui. Ora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La valle dei sospiri è luogo ospitale e ameno, teatro perfetto di passeggiate nella natura, in completa armonia con il creato.<br />
Qui mi reco sovente, in solitudine, per una lettura impegnata. Il <em>frons scenae</em> di una vita, di milioni di storie, frammenti colorati di passioni e sospiri.<br />
La brezza di settembre, già fresca, accarezza il mio abito di seta e subito il cappello di paglia a tesa larga ondeggia leggero nella luce dorata del tramonto. E tutti i sensi si illuminano.<br />
Già, i sensi, sottili porte spalancate alla pienezza di un trascendente che troppo spesso riteniamo così lontano, e invece ci abita.<br />
Per ricordarci i misteriosi passi dell’umano verso il cammino di integrazione della terra col cielo, è giunto tra le mie mani &#8211; strana cosa il caso, diceva Pascal &#8211; il singolare racconto qui di seguito trascritto. È uno<em> storyboard</em>, un coacervo di messaggi, lettere e conversazioni con Valerio, unico nome reale volutamente non inventato.<br />
Tutti gli altri riferimenti a fatti, accadimenti e persone sono stati modificati per motivi di riservatezza, al fine di tutelare i protagonisti.<br />
Quella che leggerete è la vera storia di Valerio, un uomo semplice e speciale, come ogni creatura, ma che a differenza dei più ci fa scoprire lo straordinario nell’ordinario.<br />
Ecco allora un’intuizione, come il primo bagliore di luce nell’alba: quanta pienezza nel vuoto! Quanta abbondanza.<br />
Non c’è nessuna meta, nessuna fretta, nessuna perfezione da raggiungere: è già tutto qui. Ora.</p>
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		<title>Aquilante Rocchetta e il Santo Sepolcro in Sicilia</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 14:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Itinera ad Loca Sancta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con immenso piacere presento quest’importante volume <em>Itinera ad Loca Sancta. Aquilante Rocchetta e il Santo Sepolcro in Sicilia</em> del Cavaliere Professore Alessio Varisco, Direttore di Antropologia Arte Sacra e massimo esperto di Ordini Cavallereschi e Dinastici in cui si affronta, con scienza e vera maestria, l’evoluzione storica dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, inserendo interessanti spunti sui viaggi che i pellegrini compivano per giungere al termine dell ‘itinerarium ad Loca Sacra al centro della cristianità ed essere così rivestiti del manto di Cavalieri del Santo Sepolcro &#8211; con anche l’imposizione degli Speroni d’Oro-per mano del Reverendissimo Padre Guardiano presso l’edicola della Risurrezione. In questo libro, oltre ad un’interessante sinossi cronologica e descrizione del nostro Ordine, si trovano delle vere chicche come un’importantissima sezione sulla diplomatica &#8211; in cui l’Autore trascrive e traduce tutti i diplomi dell’Ordo Equestris Sancti Sepulchri Hierosolymitani &#8211; e persino le richieste da inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri da parte dei Membri italiani per l’autorizzazione al fregio. Insomma, una piccola enciclopedia per i nostri Confratelli che risiedono nella Repubblica Italiana.</p>
<p>Cav. Gr. Cr Dr. Roberto Buontempo<br />
<em>Luogotenente dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme &#8211; Malta</em></p>
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		<title>I Borbone delle Due Sicilie e San Giorgio</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 11:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con tavole faleristiche e araldiche dei nuovi Gradi delle tre Categorie del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È con vero piacere che ringrazio il Professor Alessio Varisco, Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, storico e ricercatore, del quale, oltre ad apprezzare il curriculum professionale ho potuto valutare lo stile di scrittura chiaro ed elegante.</p>
<p>Quest’ultima opera del Professor Varisco si aggiunge alla già cospicua produzione editoriale sulla Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e sull’Ordine Costantiniano di San Giorgio. L’Autore, con la sua capacità di sintesi, fornisce al lettore un quadro sinottico degli argomenti trattati, consentendo l’accesso ad informazioni, tesi e documenti con chiarezza ed immediatezza.</p>
<p>Ho considerato in particolar modo il saggio sul Santo Martire Giorgio, nostro Patrono e Protettore.</p>
<p>San Giorgio il Vittorioso, difensore della Fede, è il Santo Protettore di tutta la Cavalleria Cristiana. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno.</p>
<p>Per questo impegno vasto e qualificato, sento di ringraziare il Professor Alessio Varisco manifestando tutto il mio personale apprezzamento.</p>
<p>Formulo i migliori auguri per la Sua attività e per la diffusione del Suo testo.</p>
<p>CARLO, DUCA DI CASTRO</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11239" title="stemma-carlo" src="http://www.cpadver-effigi.com/wp-content/uploads/2015/11/stemma-carlo.jpg" alt="" width="60" height="76" /></p>
<p>Prefazione di Sua Altezza Reale CARLO BORBONE DUE SICILIE<br />
<em>Duca di Castro e Gran Maestro degli Ordini Dinastici Borbone Due Sicilie</em></p>
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		<title>Sangue reale</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 13:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domus Templi]]></category>
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		<category><![CDATA[Cavalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ti dirò lo stupore di uno sguardo attonito sul mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una primavera insolita, ricolma di luce e profumi, il canto di territori mitici si fonde a patrimoni simbolici antichi e luoghi della memoria, capaci di disegnare geografie interiori ove la solitudine assurge a risorsa, dono inaspettato da cui scaturisce una nuova speranza nella parola regredita a una forma selvatica, originaria, nascosta.</p>
<p>Un vecchio saggio sulla filosofia del linguaggio acquista nuova vita e si compenetra nella trama di un racconto autobiografico-iniziatico, moderna espressione della letteratura odeporica che ben si concilia con l’ascesi spirituale.</p>
<p>Nella selva maremmana (non a caso la radice <em>sel</em> ci suggerisce la fiamma vitale), in un luogo che è altro, metafora dell’iniziazione, di riti di passaggio, ma anche sede della furia eroica in limine tra realtà e mondi incantati, sorge una rinnovata scintilla di civiltà.</p>
<p>Abbia inizio un nuovo viaggio attraverso i quattro elementi, per indagare la radice del <em>Logos</em>, quel legame sottile che accomuna la metrica del discorso poetico-epico alla ritmica della musica. La profonda ammirazione per l’approccio filologico con il suo incedere lento sembra suggerire simbolicamente l’altezza più elevata e la profondità inattesa, per intuire il chiarore dell’origine. Corrispondenze in apparenza oscure legano la scienza di Thot alle radici della lingua degli Antenati, fili invisibili collegano le cattedrali europee al mito della Sfinge: immagini che rimandano a parole contestualizzate in un più ampio linguaggio simbolico che ruota intorno al significato centrale della Sacra Coppa, cuore pulsante del Discorso da cui sboccia il vermiglio fiore, emblema dell’Amore che tutto vince. Sullo sfondo, i Cavalieri del Tempio che furono ponte tra Oriente e Occidente, la Cavalleria e ciò che essa ha rappresentato per la Cristianità, e un cavaliere in particolare –Gjergj Kastrioti– ricordato in queste pagine in occasione dei 550 anni dalla sua morte.</p>
<p>La rosa simboleggia anche la Sapienza, un equilibrio di pensiero-parola-azione che profuma d’Oriente. Nel silenzio abitato dal respiro della terra, la natura si risveglia e cede al mutamento, intona il suo canto che si unisce alla voce d’un moderno aedo, l’Autrice.<br />
L’armonia ricompone squarci e colma distanze. Nuove geometrie di muschio nell’orizzonte dello sguardo, ed ecco l’eco reboante del Tirreno, gole di roccia scura e vento salato sulla pelle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Approfondimenti e notizie</h3>
<ul>
<li>DomusTempli.it &#8211; <a href="http://www.domustempli.it/prefazione-delleditore-al-libro-sangue-reale/" target="_blank">Prefazione al libro dell&#8217;editore</a></li>
</ul>
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		</item>
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		<title>Porrona e la sua Commenda</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 11:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domus Templi]]></category>
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		<description><![CDATA[La “commenda di patronato” di Porrona della Sacra Militia stefaniana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La storia è memoria” soleva ripetere l’epigono della scuola storica <em>Jacques Le Goff</em>.</p>
<p>Una memoria il più possibile oggettiva, attraverso lo studio dei documenti. Non certo una carrellata sterile di date e avvenimenti, bensì un’analisi di problematiche osservate, studiate in “maniera globale”.</p>
<p>Le brevi riflessioni che seguono testimoniano come la storia possa essere intesa come una vasta esperienza delle varietà umane, un lungo incontro degli uomini e – facendo nostra la lezione di Adriano Cavanna – «il diritto riflette sempre la tavola dei valori di una società e il concetto che quest’ultima ha della giustizia».</p>
<p>Memore del testamento del grande fondatore della scuola storica francese, a distanza di alcuni anni dalla prima pubblicazione sulle Commende Stefaniane mi accingo con animo rinnovato a rispolverare quelle antiche carte, sempre certa che l’insegnamento di <em>Marc Bloch</em> e <em>Lucien Febvre</em> non può restare lettera morta, qualcosa di inerte, segregato tra le antiche stanze del sapere universale: la riflessione sulla necessità interiore di “comprendere il presente attraverso il passato e comprendere il passato attraverso il presente” non può certo limitarsi ad una sfera dell’esistenza ma dovrebbe assorbire ogni ambito dell’esistenza umana e civile, per quelle motivazioni legate al significato stesso del verbo “comprendere”.</p>
<p>Secondo Erodoto il “mestiere” di storico consisteva nel “raccontare ciò che fu”, eclissandosi di fronte ai fatti, mossi in primis dall’onestà intellettuale. Tale formula mostra ancora oggi la propria ambiguità, può essere letta certamente come consiglio di probità ma anche di passività. Ciò che conta, a mio modo di vedere, è farsi pervadere da una sola passione: quella per la conoscenza, senza distogliere lo sguardo dall’uomo senza aggettivi, corpo e anima che ricongiungono in sé il cosmo. Da tali premesse scaturisce l’indagine sull’<em>Ordine di Santo Stefano Papa e Martire</em> e la “Commenda di Porrona”, consapevole della lezione di Bloch secondo cui ogni scienza non è che una parte del moto universale verso la conoscenza.</p>
<p>Nel corso della presente analisi il lettore avrà modo di “scoprire” che <em>Cosimo I de’ Medici</em> instaurò una politica tesa alla creazione di nuove formule statutarie che determinarono il consolidamento di uno Stato su base regionale ed il sorgere di una Religione.</p>
<p>Quest’artificio produsse il Granducato di Toscana che poggiava su di una nuova istituzione cavalleresca: il Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire.</p>
<p>La commenda dell’Ordine stefaniano divenne una sorta di <em>stipendium dignitatis</em> disciplinato dagli Statuti, che costituirono la premessa di diritto positivo per la creazione di un nuovo tipo di titolarità reale.</p>
<p>Il grado di <em>Miles</em> assurgeva a nuova <em>dignitas</em> elargita a seguito di un procedimento, preceduto da una supplica, dal <em>Magnus Dux Etruriae</em>, che, rifacendosi al diritto feudale, concedeva la commenda quale serenissimo Gran Maestro ed esempio concreto fu la Commenda di Porrona.</p>
<p>Il feudo, in questa particolare accezione di <em>dignitas</em> che si potrebbe definire cavalleresca, era lo strumento giuridico previsto dalle disposizioni statutarie della <em>Sacra Militia</em> al fine di incrementare il numero dei nuovi fedelissimi, prodi cavalieri, pronti a giurare fedeltà al proprio <em>Magnus Magister</em>. Lo status nobiliare veniva dispensato da quest’ultimo, che poteva quindi disporre di stretti collaboratori pronti a difendere il Granducato dagli invasori, dagli assalitori e dai nemici.</p>
<p>Il sovrano e Gran Maestro, seguendo un modello di diritto patrio feudale, dispensava benefici ai valorosi cavalieri che avrebbero rappresentato l’unità del Granducato. In controtendenza rispetto ad altri Stati vicini, non si affidò ai nobili, creando un sistema fondato su una nuova classe dirigente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Approfondimenti e notizie</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/presentazione-al-libro-porrona-e-la-sua-commenda-umberto-ascani-menicucci/" target="_blank">Presentazione del Cav. Gr. Cr. Dr. Umberto Ascani Menicucci, Presidente dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/prefazione-al-libro-porrona-e-la-sua-commenda-del-vescovo-angelo-mascheroni/" target="_blank">Prefazione del Vescovo Angelo Mascheroni</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/presentazione-al-libro-porrona-e-la-sua-commenda-del-prof-alessio-varisco/" target="_blank">Presentazione del Cav. Prof. Dr. Alessio Varisco</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Vultus Misericordiae</title>
		<link>https://www.cpadver-effigi.com/blog/vultus-misericordiae-alessio-varisco/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 08:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domus Templi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Santissimo Crocifisso di Besana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Il venerato crocifisso di Besana</h4>
<p>La più eloquente parola di Dio al mondo è la croce! In Gesù crocifisso Dio rivela se stesso, dice il suo mistero, mostra il suo ‘Vultus Misericordiae’. Così la sete di conoscenza di Dio presente nel cuore dell’uomo, è saziata da quella Verità che la Passione e la Morte del Signore proclamano a tutti gli uomini di ogni tempo e spazio.</p>
<p><em>“Il cristiano guarda il Crocifisso, vede il dolore di Gesù e dice: questo dolore è una parola per il dolore dell’uomo che non può avere altro nome che il nome della Croce.” (G.Moioli, La parola della Croce).</em></p>
<p>Tutta la sapienza di cui la vita ha bisogno come luce e forza, ha la sua sorgente nella croce di Cristo: è la sapienza della croce. Per il grande san Carlo Borromeo la croce è: <em>‘TOTIUS CATECHISMI BREVE COMPENDIUM’.</em></p>
<p>Riportato all’originale splendore, l’amato Crocifisso attragga il nostro sguardo e colmi la nostra sete di sapienza e la speranza certa della meta che tutti attende.</p>
<p>La pregiata pubblicazione del professor Alessio Varisco, in occasione del restauro, vuole essere provocazione ed invito a<em> ‘… guardarLo, contemplarLo e pregarLo: Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto..’</em> perché la nostra vita trovi forza e coraggio per vincere ogni nostra fragilità e debolezza.</p>
<p>Don Mauro, <em>Prevosto di Besana</em></p>
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<h3>Approfondimenti e notizie</h3>
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<li><a href="http://www.effigi.it/blog/prefazione-al-libro-vultus-misericordiae-di-mons-angelo-mascheroni/" target="_blank">Prefazione al libro &#8220;Vultus Misericordiae&#8221; di Mons. Angelo Mascheroni</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/presentazione-al-quattordicesimo-volume-della-collana-domus-templi-di-sua-paternita-reverendissima-francesco-patton/" target="_blank">Presentazione al libro di Sua Paternità Reverendissima Fr. Francesco Patton</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/prefazione-al-libro-vultus-misericordiae-di-sua-eccellenza-reverendissima-mons-pizzaballa/" target="_blank">Prefazione al libro di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Pizzaballa</a></li>
</ul>
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		</item>
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		<title>I Templari nell&#8217;Alta Lombardia</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Sep 2017 15:59:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domus Templi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricerca sui cavalieri che curarono in Alta Lombardia alcune loro Caserme-Convento che sono rimaste indelebilmente fissate nel territorio lombardo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca sulla presenza dei <em>Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis</em> che vuole essere un omaggio ai Cavalieri dal bianco mantello che con la loro <em>Croce rossa vermiglia</em> -a rappresentare la “Passio Christi”- curarono in tutt&#8217;Italia, in particolare nell&#8217;Alta Lombardia, alcune loro <em>Caserme-Convento</em> che sono rimaste indelebilmente fissate nel nostro territorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Approfondimenti e notizie</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/presentazione-del-libro-i-templari-nell-alta-lombardia-d-angelo-mascheroni/" target="_blank">Presentazione di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Angelo Mascheroni, Vescovo</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/prefazione-al-libro-i-templari-nell-alta-lombardia-di-franco-guidetti/" target="_blank">Prefazione del Cav. Franco Guidetti, Governatore Distretto Lion 108 Ib1</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/una-intera-pagina-su-il-giorno-per-il-tredicesimo-volume-del-prof-varisco/" target="_blank">Articolo su <em>Il Giorno</em> di Dario Crippa</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/articolo-sul-prof-varisco-su-il-cavaliere-ditalia-dicembre-2017/" target="_blank">Articolo su <em>Il Cavaliere d&#8217;Italia</em></a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/sul-mensile-lion-una-recensione-i-templari-alta-lombardia/" target="_blank">Recensione su <em>Lion </em>di Franco Guidetti</a></li>
</ul>
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		<title>Custodes Sancti Sepulchri</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jun 2017 13:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domus Templi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un viaggio nella storia della simbologia religiosa, tra miracoli e tradizioni cristiane, arte sacra, architettura e cavalleria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«È sorprendente vedere, sfogliando le pagine del presente volume che la cura storiografica di Alessio Varisco pone tra le nostri mani, con quale ricchezza artistica il culto del Santo Sepolcro si irradi nel corso dei secoli, anche raggiungendo culture diverse e luoghi lontani tra loro.</p>
<p>Ci pare, questo, un segno di come la forza luminosa della Resurrezione, accolta dalla fede vissuta di tante generazioni cristiane, non sia mai rimasta inoperosa non solo nel cuore di coloro che l’hanno fatta propria, ma anche nella perizia creativa di chi ha cercato i modi più adatti per esprimerla.</p>
<p>Di questa Forza che viene dall’Alto, Gerusalemme è cifra e centro, vero <em>omphalos </em>della nostra fede, capace di continuare a nutrirla con solerte costanza, nonostante l’alterno e aggrovigliato dipanarsi degli eventi storici, a volte tragicamente avversi.</p>
<p>Con una collocazione che mi pare degna di nota, quasi a sigillare l’evoluzione di queste complesse vicende, nell’ultimo capitolo il Prof. Varisco pone il Patriarcato Latino di Gerusalemme.</p>
<p>Questa scelta sembra, infatti, alludere ad uno dei significati più importanti della presenza del Patriarcato Latino a Gerusalemme, città del Santo Sepolcro,quello -cioè- di essere garanzia sintetica di unificazione e di collegamento tra le molte realtà ecclesiali che la nostra fede cattolica qui inverano.»</p>
<p>+ Pierbattista Pizzaballa</p>
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<h3>Approfondimenti e notizie</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/prefazione-di-francesco-patton-al-volume-custodes-sancti-sepulcri/" target="_blank">Prefazione al libro di Sua Paternità Reverendissima Fr. Francesco Patton</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/prefazione-al-libro-custodes-sancti-sepulchri-di-mons-mascheroni/" target="_blank">Prefazione al libro del Vescovo Angelo Mascheroni</a></li>
<li><a href="http://www.effigi.it/blog/dodicesimo-della-collana-domus-templi-di-varisco-e-introdotto-dallarcivescovo-pierbattista-pizzaballa/" target="_blank">Articolo sull&#8217;introduzione al libro dell&#8217;Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa</a></li>
</ul>
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		<title>Santo Stefano I e il suo Ordine</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 11:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domus Templi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Santo Stefano Papa e Martire e il suo ordine. Montemurlo e la sua Rocca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Montemurlo e la sua Rocca</h4>
<p>Con vero piacere accolgo l’invito a presentare quest’importante studio dall’interessantissimo titolo “Santo Stefano Papa e Martire e il suo Ordine, Montemurlo e la sua Rocca”. Innanzitutto l’Autore, il Prof. Alessio Varisco, <em>Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Ufficiale dell’Ordine Cavalleresco pro Merito Melitensi, Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e Accademico di Marina dei Cavalieri di Santo Stefano</em>, è uno dei massimi esperti di Ordini Militari, i suoi volumi sono nelle più importanti biblioteche nazionali ed universitarie (Firenze, Milano, Roma, Parigi, Berlino, Monaco, Gerusalemme, Cambridge, Oxford, Berkeley, Chicago, Harvard, Princeton, Stanford, Toronto e presso la <em>Library of Congress</em> di Washington) e degli Ordini Cavallereschi; tra i titoli da questi pubblicati per <em>Effigi Edizioni</em> di Arcidosso segnaliamo l’undicesimo testo della collana “Domus Templi” (oltre la metà discute dell’importanza della <em>militia stefaniana</em>, non ultimo un saggio sull’istituto delle Commende stefaniane stilato dalla Dr.ssa Chiara Benedetta Rita Varisco, giurista, insignita della <em>Medaglia d’Argento dall’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano</em>) sulla storia della Toscana e, in particolare, sulle vicende che condussero alla costituzione di un Principato unitario affermato proprio a partire dalla vittoria di Montemurlo, a cui seguì l’ascesa di <em>Cosimo I de’ Medici</em> e vide addirittura suicidarsi lo <em>Strozzi</em> e condannare a morte gli altri “fuoriusciti” a seguito dell’espugnazione dalle <em>Rocca</em> in cui si erano asserragliati.Quest’ultimo testo va ad impreziosire la biblioteca dell’<em>Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano</em> ed auspichiamo possa essere accolto in numerose accademie e biblioteche nazionali in Italia e all’Estero, per dichiarare l’importanza non solo marinaresca della Sacra Militia stefaniana costituita dal <em>Sommo Pontefice Pio IV</em> e il cui gran magistero fu dato <em>in perpetuum</em> al “Dux Etruriae”. Il 2 agosto 1537 segnò l’<em>escalation</em> del grande condottiero e statista <em>Cosimo</em>, determinando un assetto non solo zonale, ma addirittura italiano, definendo la possibilità di creare un nuovo “Stato toscano” che aveva alla base un istituto cavalleresco per il riconoscimento della <em>Nobiltà</em> in tutta l’area delle due ex repubbliche di Firenze e Siena. La classe dirigente doveva, infatti, formarsi presso il <em>Palazzo di Carovana</em>, da cui il termine “Carovanieri”, attuale sede della Scuola Nazionale Superiore, dinanzi al Palazzo del Consiglio dei Dodici in Piazza dei Cavalieri fatta costruire appositamente dal Serenissimo primo <em>Gran Maestro del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire</em> affidando il progetto al grande architetto Giorgio Vasari che ricostruì l’antica Piazza delle Sette Vie; una vera e propria <em>accademia politica</em> per poter governare il “principato toscano”. Difatti, come ben sottolinea l’Autore, oltre alle arti marinaresche il <em>Cavaliere stefaniano</em> studiava anche la matematica, l’economia e persino la <em>morale</em>; insomma, un vero e proprio Nobile doveva apprendere le strategie di calcolo, di scherma, di combattimento, non solo per poter navigare, ma anche per amministrare un territorio e concorrere così ad una politica macroeconomica al servizio del <em>Granducato</em> e del loro Sovrano.</p>
<p>L’Opera è molto ben articolata, con un ottimo impianto bibliografico (tipico delle pubblicazioni scientifiche del Prof. Varisco), discute di <em>Santo Stefano I Papa e Martire</em>, del costituirsi dell’Ordine stefaniano in relazione alle vicende tutt’altro che zonali che portarono da quella conquista avvenuta nel giorno della Memoria Liturgica del santo papa martire alla costituzione di uno Stato nuovo, forse il più moderno del XVI secolo. Tale pubblicazione è molto sentita dalla comunità e da diversi altri enti, lo dimostra il patrocinio dell’<em>Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano</em>, che presiedo, del comune di Montemurlo, dell’<em>Associazione Internazione Lions Club</em> “Città Murate” e soprattutto è resa possibile alle stampe grazie all’impegno del<em> club montemurlese</em> ed in particolare al suo attuale Presidente, che crede nell’importanza della Cavalleria.</p>
<p>Auguriamo grandi e piene soddisfazioni al Professore che con quest’ulteriore Sua pubblicazione intende aggiungere una nuova e importante tessera per lo studio del <em>Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire</em> di cui è oltre che Accademico di Marina un vero e profondo <em>Cultore della Materia stefaniana</em>.</p>
<p>Cav. Gr. Cr. Dr. UMBERTO ASCANI MENICUCCI, <em>Presidente dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano</em></p>
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