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	<title>Edizioni Effigi &#124; C&#38;P Adver &#187; Follonica</title>
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	<description>Grafica · Comunicazione · Web · Editoria</description>
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		<title>La fabbrica del bello</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jun 2024 09:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni per enti]]></category>
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		<category><![CDATA[Follonica]]></category>

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		<description><![CDATA[Catalogo della mostra<br/> Follonica, Fonderia 1<br/>24 marzo - 30 giugno 2024]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La manifattura di Follonica e la cultura artistica nella Toscana Granducale</h4>
<p>La città di Follonica celebra con una grande mostra il periodo storico legato alla produzione di quei manufatti in ghisa che rappresentano il patrimonio storico artistico della città e del suo territorio, e lo fa allestendola all&#8217;interno del prestigioso spazio della Fonderia 1, edificio tra i più rappresentativi dello stabilimento ottocentesco.<br />
La mostra vuole arricchire il sistema di ricerche sul processo di fondazione e sulle origini della città.</p>
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		<title>Una Resistenza, tante vite</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 09:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivi riemersi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Follonica]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli internati militari follonichesi tra storia e memoria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Gli internati militari follonichesi tra storia e memoria</h4>
<p>Di recente, e ancor più nel corso del 2023, la vicenda degli Imi (Internati militari italiani, o più comunemente “prigionieri dei tedeschi” come sono da allora conosciuti) è tornata a interessare l’opinione pubblica. La più grande casa editrice italiana ha mandato nelle librerie un ampio volume; le programmazioni televisive pubbliche e private se ne sono occupate; la stampa periodica è tornata a parlarne; le amministrazioni locali hanno moltiplicato le iniziative a loro dedicate, in particolare attorno all’8 settembre.<br />
Perché? Le ragioni sono molte e sono abbastanza chiare. Le origini stanno nel fatto che, dopo un lungo silenzio, negli anni Settanta la memoria degli stessi superstiti ha ripreso a parlare e negli anni Ottanta e Novanta la storiografia li ha “riscoperti” e studiati: da allora gli Imi sono diventati “l’altra Resistenza”.</p>
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		<title>Viaggio al Montamiata</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 12:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ristampa dei tre volumi dell'edizione stampata in poche decine di copie da Abricula nel 2004]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Viaggio primo</h4>
<p>Nelle vacanze estive del 1789 Giorgio Santi compirà il primo viaggio naturalistico nella Toscana meridionale, principalmente nella zona del Monte Amiata, pubblicandone il resoconto solamente nel 1795.<br />
A proposito di questa sua opera, <em>Viaggio al Montamiata</em>, il Giornale de’ Letterati (1795) scrive: <em>“Il Sig. Santi ha impiegata la massima diligenza non risparmiando né tempo, né fatica, né spesa per non lasciare nulla di inosservato. Dà ragguaglio del locale dei Paesi, dei costumi, dei capi d’industria, del commercio, e dell’agricoltura. La storia politica e l’antiquaria non sono state trascurate, ma la Mineralogia, e la Botanica ci son trattate minutamente”.<br />
</em>Lo stile dell’opera, ricca di tavole botaniche, è assolutamente coerente al suo intento divulgativo, tanto da essere fruibile anche ai meno competenti in materia. A proposito del suo lavoro l’autore stesso scrive infatti: <em>“Ho conservata poi la semplicità di forma, e di stile delle mie narrazioni che attissima mi sembra a farmi intendere ancor da chi di Scienze Naturali non si occupa, e che dando talor qualche riposo, qualche diversione all’attenzione del Lettore, che una non mai interrotta serie di prodotti e di osservazioni naturali facilmente stancherebbe, lo conduce direi quasi per mano, in tutti i luoghi, in tutte le situazioni, nelle quali sonomi trovato”.<br />
</em></p>
<h4>Viaggio secondo</h4>
<p>Nel 1798 Giorgio Santi pubblicò il <em>Viaggio secondo per le due provincie senesi</em>. Il racconto ha inizio dalle pendici occidentali del Monte Amiata nei pressi di Castellazzara. L’autore scende poi verso Pitigliano e Saturnia per raggiungere Orbetello ed il Monte Argentario, risale per Cinigiano per giungere a Montalcino e visitare l’intera Val d’Orcia. Passa infine per Sinalunga, Montepulciano, Chiusi e termina a Radicofani. I paesi e le località citate sono oltre settanta con itinerari suddivisi in ventinove capitoli.<br />
Prima della descrizione della conformazione del terreno, dei minerali, dei fossili e della flora, il Santi fornisce sempre brevi cenni geografici e storici dei centri abitati. Grande attenzione è dedicata alle terme ed ai fenomeni vulcanici che incontra, dando conto delle sostanze chimiche riscontrate, delle composizioni delle acque e dei minerali, delle temperature, dei colori, degli odori, delle emanazioni e talvolta anche dei sapori delle acque.<br />
Nove tavole realizzate con la tecnica dell’incisione, raffiguranti piante e arbusti spesso descritti per la prima volta arricchiscono l’opera, mentre una carta del territorio precede l’introduzione.</p>
<h4>Viaggio terzo</h4>
<p>Dopo la discesa di Napoleone in Italia e l’instabilità che ne seguì, Giorgio Santi tornò solo nel 1806 a pubblicare il <em>Viaggio terzo per le due provincie senesi</em>, dove tratta approfonditamente dell’alta Maremma per poi concludere nella zona di Siena e nelle Crete Senesi.<br />
Nell’introduzione il Santi scrive infatti: <em>“Or finalmente, che un Regno fausto, e felice, sotto cui contendono con nobil gara la giustizia, e l’umanità, ha restituita in Toscana la sicurezza, e tranquillità pubblica, non solo cessò ogni motivo del mio silenzio, ma tutto anzi mi eccita a non lasciare inutilmente invecchiare nel Portafogli le mie osservazioni. Io dunque le traggo fuora, e le consegno in questo terzo Volume, il quale con i due già pubblicati verrà a formare l’esposizione completa di quanto io ho osservato sull’Istoria Naturale delle due Provincie Senesi. […] Questo lo scopo delle molteplici, e laboriose mie ricerche.”</em><br />
E conclude così: <em>“Dolce intanto, ed ampla mercede fia alle mie fatiche, se qualche favore potrà conciliarmi presso la mia Nazione lo scopo da me avuto in mira, e generalmente presso il Pubblico colto, e dotto l’ingenua, e scrupolosa fedeltà, con cui sono esposte le mie osservazioni.”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giorgio Santi</strong> <em>(Pienza, 17 aprile 1746 – Pienza, 30 dicembre 1822)</em> studia da medico, prima a Siena e poi a Parigi, dove incontra Lavoisier e frequenta i salotti illuministi di fine ‘700. Fedele al Granduca Pietro Leopoldo torna in Toscana nel 1782 e diventa professore di storia naturale e chimica presso l’Università di Pisa. Viaggiatore, naturalista, botanico, geologo, zoologo, storico, ma soprattutto attento osservatore, il Santi inizia a rendicontare la sua esperienza nel manoscritto <em>Viaggio da Parigi a Firenze</em> (1782 ma edito solamente postumo) e nel saggio <em>Analisi chimica delle acque dei Bagni Pisani, e dell’acqua acidula di Asciano</em> del 1789 culminando poi nei tre accurati viaggi naturalistici nel <em>Monte Amiata</em> e nelle allora <em>provincie senesi</em> raccolti in questa opera.</p>
<p>Questa versione a cura di Annibale Parisi che fu stampata nel 2004 da Abricula in poche decine di copie, viene qui riproposta nella sua veste originale. Non si tratta di una semplice copia anastatica, ma di una ricostruzione tipograficamente fedele all’originale, rispettosa dell’antica architettura editoriale; cosa che ne migliora la consultazione in un contesto attuale. Come attuale e insostituibile (e anche largamente sottovalutato) per la conoscenza del territorio è il grande contenuto culturale dell’opera stessa.<br />
Tra gli altri volumi editi dalla piccola casa editrice Abricula, attiva tra il 2004 e il 2011, si ricordano il ponderoso <em>Historia della città di Montalcino in Toscana</em> di Tullio Canali e le <em>Cronache di un assedio</em> del 1553, opere di fondamentale importanza per la conoscenza storica della città. Abricula ha pubblicato varie altre opere sia di ambito storico che naturalistico riguardanti la Val d’Orcia.</p>
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		<title>Storie di cucina e vita a Follonica e dintorni</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2019 12:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Tavole imbandite]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Follonica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricette raccolte e raccontate dagli allievi dell’Università della Libera Età di Follonica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cucina racconta la storia di un territorio, delle donne e degli uomini che lo hanno vissuto e ancora lo vivono. Attraverso i piatti che ci offre possiamo ricostruire le vicende di una comunità, il suo tessuto economico e produttivo, la sua evoluzione, il suo habitat naturale e quello artificiale, i suoi rapporti e, infine, le contaminazioni e i contatti con chi proviene da altri luoghi.</p>
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		<title>MAGMA &#8211; Museo delle Arti in Ghisa nella Maremma</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 16:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo volume fa parte della collana <em>Viaggio nei musei della Maremma</em> realizzata dalla Rete museale provinciale di Grosseto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Follonica è un baricentro. Il fulcro di una tenaglia. Il promontorio di Piombino a Nord e Punta Ala a Sud sembrano voler chiudere in una morsa l’ampia baia follonichese: sono le chele di un colossale granchio che cercano di ricongiungersi. Non ci riescono, il mare resiste, anzi si fa strada con bellezza&#8230; Follonica, così, conquista il centro di un golfo bellissimo, dove le spiagge ancora suonano come un violino e il paesaggio della Maremma si spinge fino alle dune della sabbia.</p>
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