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	<title>Edizioni Effigi &#124; C&#38;P Adver &#187; Roccastrada</title>
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		<title>Guida ai simboli templari · Colline Metallifere</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
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		<description><![CDATA[Colline Metallifere di Grosseto e Siena]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Colline Metallifere di Grosseto e Siena</h4>
<p>Una guida sui generis sulla presenza dei Templari nel territorio delle Colline Metallifere. Per le undici località individuate tra le province di Grosseto e Siena si riportano cenni curiosi, particolari, inusuali, tratti da pubblicazioni tra Ottocento e Novecento, che offrono uno sguardo non ordinario. A seguire si presenta un ricco corredo di simboli, con didascalie minimali, invitando il lettore ad una cerca iniziatica di borgo in borgo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I flagellanti di Roccatederighi</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 11:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Catalogo della mostra all'oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano di Roccatederighi<br/>
21 dicembre 2025]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>tra fede, storia e tradizioni</h4>
<p>Durante i secoli i flagellanti di Roccatederighi rappresentano la realtà associativa più importante del paese la cui memoria è stata in gran parte recuperata attraverso lo studio delle fonti documentarie. Questo catalogo restituisce le notizie più aggiornate – e in parte inedite – di questa compagnia laicale dalla fine del Medioevo all’Età Contemporanea offrendo, contestualmente, un approfondimento su alcune pregevoli suppellettili ecclesiastiche e opere d’arte conservate nell’oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano.</p>
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		<title>Viaggio al Montamiata</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 12:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ristampa dei tre volumi dell'edizione stampata in poche decine di copie da Abricula nel 2004]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Viaggio primo</h4>
<p>Nelle vacanze estive del 1789 Giorgio Santi compirà il primo viaggio naturalistico nella Toscana meridionale, principalmente nella zona del Monte Amiata, pubblicandone il resoconto solamente nel 1795.<br />
A proposito di questa sua opera, <em>Viaggio al Montamiata</em>, il Giornale de’ Letterati (1795) scrive: <em>“Il Sig. Santi ha impiegata la massima diligenza non risparmiando né tempo, né fatica, né spesa per non lasciare nulla di inosservato. Dà ragguaglio del locale dei Paesi, dei costumi, dei capi d’industria, del commercio, e dell’agricoltura. La storia politica e l’antiquaria non sono state trascurate, ma la Mineralogia, e la Botanica ci son trattate minutamente”.<br />
</em>Lo stile dell’opera, ricca di tavole botaniche, è assolutamente coerente al suo intento divulgativo, tanto da essere fruibile anche ai meno competenti in materia. A proposito del suo lavoro l’autore stesso scrive infatti: <em>“Ho conservata poi la semplicità di forma, e di stile delle mie narrazioni che attissima mi sembra a farmi intendere ancor da chi di Scienze Naturali non si occupa, e che dando talor qualche riposo, qualche diversione all’attenzione del Lettore, che una non mai interrotta serie di prodotti e di osservazioni naturali facilmente stancherebbe, lo conduce direi quasi per mano, in tutti i luoghi, in tutte le situazioni, nelle quali sonomi trovato”.<br />
</em></p>
<h4>Viaggio secondo</h4>
<p>Nel 1798 Giorgio Santi pubblicò il <em>Viaggio secondo per le due provincie senesi</em>. Il racconto ha inizio dalle pendici occidentali del Monte Amiata nei pressi di Castellazzara. L’autore scende poi verso Pitigliano e Saturnia per raggiungere Orbetello ed il Monte Argentario, risale per Cinigiano per giungere a Montalcino e visitare l’intera Val d’Orcia. Passa infine per Sinalunga, Montepulciano, Chiusi e termina a Radicofani. I paesi e le località citate sono oltre settanta con itinerari suddivisi in ventinove capitoli.<br />
Prima della descrizione della conformazione del terreno, dei minerali, dei fossili e della flora, il Santi fornisce sempre brevi cenni geografici e storici dei centri abitati. Grande attenzione è dedicata alle terme ed ai fenomeni vulcanici che incontra, dando conto delle sostanze chimiche riscontrate, delle composizioni delle acque e dei minerali, delle temperature, dei colori, degli odori, delle emanazioni e talvolta anche dei sapori delle acque.<br />
Nove tavole realizzate con la tecnica dell’incisione, raffiguranti piante e arbusti spesso descritti per la prima volta arricchiscono l’opera, mentre una carta del territorio precede l’introduzione.</p>
<h4>Viaggio terzo</h4>
<p>Dopo la discesa di Napoleone in Italia e l’instabilità che ne seguì, Giorgio Santi tornò solo nel 1806 a pubblicare il <em>Viaggio terzo per le due provincie senesi</em>, dove tratta approfonditamente dell’alta Maremma per poi concludere nella zona di Siena e nelle Crete Senesi.<br />
Nell’introduzione il Santi scrive infatti: <em>“Or finalmente, che un Regno fausto, e felice, sotto cui contendono con nobil gara la giustizia, e l’umanità, ha restituita in Toscana la sicurezza, e tranquillità pubblica, non solo cessò ogni motivo del mio silenzio, ma tutto anzi mi eccita a non lasciare inutilmente invecchiare nel Portafogli le mie osservazioni. Io dunque le traggo fuora, e le consegno in questo terzo Volume, il quale con i due già pubblicati verrà a formare l’esposizione completa di quanto io ho osservato sull’Istoria Naturale delle due Provincie Senesi. […] Questo lo scopo delle molteplici, e laboriose mie ricerche.”</em><br />
E conclude così: <em>“Dolce intanto, ed ampla mercede fia alle mie fatiche, se qualche favore potrà conciliarmi presso la mia Nazione lo scopo da me avuto in mira, e generalmente presso il Pubblico colto, e dotto l’ingenua, e scrupolosa fedeltà, con cui sono esposte le mie osservazioni.”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giorgio Santi</strong> <em>(Pienza, 17 aprile 1746 – Pienza, 30 dicembre 1822)</em> studia da medico, prima a Siena e poi a Parigi, dove incontra Lavoisier e frequenta i salotti illuministi di fine ‘700. Fedele al Granduca Pietro Leopoldo torna in Toscana nel 1782 e diventa professore di storia naturale e chimica presso l’Università di Pisa. Viaggiatore, naturalista, botanico, geologo, zoologo, storico, ma soprattutto attento osservatore, il Santi inizia a rendicontare la sua esperienza nel manoscritto <em>Viaggio da Parigi a Firenze</em> (1782 ma edito solamente postumo) e nel saggio <em>Analisi chimica delle acque dei Bagni Pisani, e dell’acqua acidula di Asciano</em> del 1789 culminando poi nei tre accurati viaggi naturalistici nel <em>Monte Amiata</em> e nelle allora <em>provincie senesi</em> raccolti in questa opera.</p>
<p>Questa versione a cura di Annibale Parisi che fu stampata nel 2004 da Abricula in poche decine di copie, viene qui riproposta nella sua veste originale. Non si tratta di una semplice copia anastatica, ma di una ricostruzione tipograficamente fedele all’originale, rispettosa dell’antica architettura editoriale; cosa che ne migliora la consultazione in un contesto attuale. Come attuale e insostituibile (e anche largamente sottovalutato) per la conoscenza del territorio è il grande contenuto culturale dell’opera stessa.<br />
Tra gli altri volumi editi dalla piccola casa editrice Abricula, attiva tra il 2004 e il 2011, si ricordano il ponderoso <em>Historia della città di Montalcino in Toscana</em> di Tullio Canali e le <em>Cronache di un assedio</em> del 1553, opere di fondamentale importanza per la conoscenza storica della città. Abricula ha pubblicato varie altre opere sia di ambito storico che naturalistico riguardanti la Val d’Orcia.</p>
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		<title>La mia storia di vita scritta alla gamberese</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 09:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una storia di vita piena di passioni di idee, di lotte e di generosità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenico Gamberi, minatore artigiano ma anche contadino e cacciatore ha ricevuto di recente l’omaggio di un libro con più di quaranta testimonianze di stima e di affetto in versi e in prosa per il suo impegno di organizzatore della cultura dell’improvvisazione poetica.<br />
Ora però ha deciso di essere lui a prendere la parola e, presa la penna in mano, ha scritto la sua storia di vita. L’ha scritta nella lingua che gli è propria e che abbiamo chiamato “gamberese”.<br />
L’inizio recita così:<em> “Terzo di 5 figli, nato il 5 agosto 1945 nel comune di Roccastrada località Podere San Giusto, da quel poco che ricordo, i primi sei anni li ho trascorsi fra Podere S. Giusto e Montemassi. Nel 1951 ci siamo trasferiti a Ribolla, lo spostamento avvenne per esigenze di lavoro, da qualche anno il mio babbo aveva preso lavoro nella miniera di Ribolla…”</em><br />
Il racconto poi continua con la narrazione delle sue esperienze nel mondo della miniera, del lavoro e del canto. La sua storia è piena di passioni e di idee, di lotte e di generosità. Di duri giudizi sul presente e di amore per la vita. Lo accompagnano parole di Corrado Barontini, Pietro Clemente, Paolo Nardini, Antonello Ricci e immagini di Marco Muzzi.</p>
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		<title>Grisou</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2021 16:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un racconto fondato sul disastro minerario di Ribolla del 1954.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fondato su una tragedia nazionale della nostra storia recente (il disastro minerario di Ribolla nel maggio del 1954), il racconto Grisou ruota intorno al protagonista Tancredi, un reietto della società, che diventa eroe inconsapevole in quanto sopravvissuto a una sciagura collettiva. L’ambientazione, cruda ed essenziale come il paesaggio maremmano, è contrassegnata da detti popolari e proverbi che diventano spunti narrativi in perfetto stile verghiano, cornice appropriata della sciagura attraverso le cui vicissitudini il protagonista, dai contorni iniziali di essere subumano, conquista la piena umanità.<br />
Un piccolo capolavoro che rivela una rara capacità di dominare il mezzo letterario.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>Racconto vincitore del Premio Letterario &#8220;Francesco Petrarca&#8221;, terza edizione, 2020.</p>
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		<title>Roccatederighi</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 15:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Genius Loci]]></category>
		<category><![CDATA[Roccastrada]]></category>

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		<description><![CDATA[Un borgo medievale delle Colline Metallifere tra Arte, Storia e Architettura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Un borgo medievale delle Colline Metallifere tra Arte, Storia e Architettura</h4>
<p>Il volume raccoglie le ricerche effettuate sul paese di Roccatederighi. Il cospicuo patrimonio artistico, custodito nella chiesa di San Martino vescovo e nell’oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano, così come le caratteristiche urbanistiche e architettoniche del centro abitato, hanno suggerito, agli autori, studi approfonditi incentrati sull’analisi delle fonti documentarie e delle testimonianze materiali riconducibili all’arco cronologico compreso tra la seconda metà del XV secolo e la prima metà del XIX secolo.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>Con contributi di Alessio Caporali, Giulia Marrucchi e Patrizia Scapin.</p>
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		<title>Cava di Poggio Olivi ⋅ Come è stata aperta</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 09:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Roccastrada]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia di Adamo Muzzi e della nascita della cava di Poggio Olivi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Adamo Muzzi. Alcuni racconti della mia vita</h4>
<p>Le cave di gesso di Roccastrada rappresentano da decine di anni una importante realtà produttiva, lavorativa, economica e sociale del territorio comunale e di tutta la Provincia.<br />
Questa attività estrattiva e anche di trasformazione, richiede un lavoro duro, faticoso, impegnativo e talvolta, purtroppo, anche pericoloso, che si tramanda nel tempo.<br />
La quotidianità, talvolta, fa ignorare o passare in secondo piano la storia, e anche la semplice conoscenza della vita di queste realtà.<br />
Fortunatamente, però, può avvenire che questi vuoti di conoscenza, di memoria, possano essere, almeno in parte, colmati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Centoquaranta e non li dimostra · La filarmonica di Roccatederighi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 09:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Genius Loci]]></category>
		<category><![CDATA[Roccastrada]]></category>

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		<description><![CDATA[Un “libretto” per fissare la memoria di 140 anni di vita della banda di Roccatederighi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si attraversano cinque generazioni di Salvestroni – da Odoardo a Davide – per raccontare i 140 anni di storia della <em>Filarmonica Giuseppe Verdi</em> di Roccatederighi.<br />
Mauro Bartolini, questa volta nel ruolo di coordinatore prima ancora che di scrittore, riesce a domare penne diverse, a unire con un filo rosso (il colore delle divise della banda) le narrazioni asettiche del giornalista Gabriele Baldanzi, la vena romanza di Mario Giacomelli, le piacevoli intuizioni di Paolo Ricci. Si mischia il passato remoto, quello recente, il presente, insistendo sui personaggi, gli aneddoti, ma soprattutto le fotografie. Alla fine gli autori riescono a centrare l’obiettivo: a certificare l’importanza di questa istituzione, la sua trasversalità, il ruolo sociale della “Musica”. La banda, in ogni epoca, si dimostra specchio del paese e dei tempi. Una storia di note a tratti avvincente, a volte dolente, che ora i rocchigiani hanno la possibilità di ripercorrere.</p>
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		<title>Ribolla · Il villaggio, il lavoro, la tragedia</title>
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		<pubDate>Fri, 05 May 2017 09:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni per enti]]></category>
		<category><![CDATA[Roccastrada]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto e cartoline di Ribolla, del lavoro in miniera, della tragedia. Ricordare per non dimenticare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Al centro di questa narrazione, naturalmente, le vittime e il loro mondo, la miniera. Le tante foto presenti nel libro, che possono essere sfogliate come un racconto nel racconto, ci restituiscono i visi, il panorama, le caratteristiche di un mondo e di un’Italia che per buona parte non esiste più&#8221;.</p>
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		<title>Raffaello Ricci</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2016 13:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Genius Loci]]></category>
		<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Roccastrada]]></category>

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		<description><![CDATA[La vita e le azioni di un grande personaggio rocchigiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Un Garibaldino al Tufolino</h4>
<p>Raffaello Ricci, dal Tufolino, è un personaggio speciale: un sognatore in gioventù, un uomo che poi saprà dare gambe ai propri sogni e lustro al nostro paese. In questo libretto &#8211; un’altra piccola antologia delle memorie di Roccatederighi &#8211; Simonetta, Mauro, Riccardo e il pronipote omonimo, ne narrano la vita, contestualizzandone le azioni. Sono anni in cui al nome di Raffaello Ricci (che sarà anche sindaco di Roccastrada per tre mandati) si accompagna la speranza di miglioramento da parte di un’intera comunità. E poi c’è spazio per una riflessione: alla Rocca, già nel 1883, alla posa della lapide dedicata a Garibaldi e ai volontari rocchigiani nelle varie spedizioni, sventolano i vessilli di Misericordia, Società Operaia e Filarmonica, associazioni che in tempi e modi diversi hanno conosciuto il Ricci come protagonista. Oggi quei semi gettati quasi 150 anni fa hanno prodotto sodalizi in cui i rocchigiani continuano a impegnarsi, divertirsi, fare solidarietà. Il libro &#8211; così avrebbe voluto Raffaello Ricci &#8211; è un omaggio a tutti loro.</p>
<p>Gabriele Baldanzi</p>
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