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	<title>Edizioni Effigi &#124; C&#38;P Adver &#187; Sorano</title>
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		<title>Astronomia neolitica</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 12:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I complessi megalitici della Media Valle del Fiora e della griglia geodetica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>I complessi megalitici della Media Valle del Fiora e della griglia geodetica</h4>
<p>Percorrendo in macchina la SP 74, conosciuta come “la Maremmana”, e affiancando il fiume Fiora, spiccano dalla folta vegetazione una serie di grandi massi in trachite. Insieme alla ormai nota Poggio Rota, si aggiungono così anche altri geositi che confermano l’insediamento di un antichissimo popolo dell’età dell’Eneolitico e che trova nel territorio della bassa Toscana, risorse minerarie e territoriali.<br />
Poggio Rota, Insuglietti, Castel dell’Aquila, Meletello e altri siti localizzati intorno Pitigliano, diventano elementi di riferimento, occupando un interesse astronomico, minerario, agricolo, religioso e sociale tra fiume Fiora, fiume Paglia e Monte Elmo.<br />
Ciascun sito è un punto che si unisce all’altro e che, visto dall’alto, crea una vera griglia geodetica, attraverso la quale l’uomo antico può determinare la sua Civiltà. I megaliti diventano un ponte che unisce le diverse dimensioni e che inserisce l’uomo tra il cielo e la terra: osservare il cielo, operare sulla terra e operare una sintesi nei luoghi di culto.</p>
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		<title>Folklore a San Giovanni delle Contee</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 15:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un volumetto del 1931 ritrovato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2002 fu pubblicato un libro di Maria Campo, intitolato <em>Folklore a San Giovanni delle Contee</em>. Maria Campo era una maestra che dal 1922 al 1931 insegnò nella Scuola Mista del piccolo paese di San Giovanni delle Contee nel Comune di Sorano. In verità il volumetto della Campo fu pubblicato per la prima volta a Ragusa nel 1931 e la maestra lo aveva dedicato a tutti i suoi alunni. Il libretto fu ritrovato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze da un mio bravo allievo, Gian Luca Corradi, e fu ripubblicato da Carla e Maurizio, allora titolari dell’ “Osteria delle Contee”.<br />
Questo “lavoretto”, come lo chiamò la maestra Campo, di cui mio padre fu scolaro, è veramente prezioso sia per la ricerca storica fatta dalla bravissima insegnante, sia per la raccolta delle informazioni orali tratte dai sangiovannesi, sia per l’attenzione a quello che allora si cominciò a chiamare folklore, ma che noi oggi potremmo definire cultura e tradizioni popolari: “usi, abitudini e regimi di vita”; “proverbi e massime”; “la scampagnata”; “usi nuziali”; “superstizioni”; “i mesi dell’anno attraverso il folklore” [...]</p>
<p>Zeffiro Ciuffoletti</p>
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		<title>Viaggio al Montamiata</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 12:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ristampa dei tre volumi dell'edizione stampata in poche decine di copie da Abricula nel 2004]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Viaggio primo</h4>
<p>Nelle vacanze estive del 1789 Giorgio Santi compirà il primo viaggio naturalistico nella Toscana meridionale, principalmente nella zona del Monte Amiata, pubblicandone il resoconto solamente nel 1795.<br />
A proposito di questa sua opera, <em>Viaggio al Montamiata</em>, il Giornale de’ Letterati (1795) scrive: <em>“Il Sig. Santi ha impiegata la massima diligenza non risparmiando né tempo, né fatica, né spesa per non lasciare nulla di inosservato. Dà ragguaglio del locale dei Paesi, dei costumi, dei capi d’industria, del commercio, e dell’agricoltura. La storia politica e l’antiquaria non sono state trascurate, ma la Mineralogia, e la Botanica ci son trattate minutamente”.<br />
</em>Lo stile dell’opera, ricca di tavole botaniche, è assolutamente coerente al suo intento divulgativo, tanto da essere fruibile anche ai meno competenti in materia. A proposito del suo lavoro l’autore stesso scrive infatti: <em>“Ho conservata poi la semplicità di forma, e di stile delle mie narrazioni che attissima mi sembra a farmi intendere ancor da chi di Scienze Naturali non si occupa, e che dando talor qualche riposo, qualche diversione all’attenzione del Lettore, che una non mai interrotta serie di prodotti e di osservazioni naturali facilmente stancherebbe, lo conduce direi quasi per mano, in tutti i luoghi, in tutte le situazioni, nelle quali sonomi trovato”.<br />
</em></p>
<h4>Viaggio secondo</h4>
<p>Nel 1798 Giorgio Santi pubblicò il <em>Viaggio secondo per le due provincie senesi</em>. Il racconto ha inizio dalle pendici occidentali del Monte Amiata nei pressi di Castellazzara. L’autore scende poi verso Pitigliano e Saturnia per raggiungere Orbetello ed il Monte Argentario, risale per Cinigiano per giungere a Montalcino e visitare l’intera Val d’Orcia. Passa infine per Sinalunga, Montepulciano, Chiusi e termina a Radicofani. I paesi e le località citate sono oltre settanta con itinerari suddivisi in ventinove capitoli.<br />
Prima della descrizione della conformazione del terreno, dei minerali, dei fossili e della flora, il Santi fornisce sempre brevi cenni geografici e storici dei centri abitati. Grande attenzione è dedicata alle terme ed ai fenomeni vulcanici che incontra, dando conto delle sostanze chimiche riscontrate, delle composizioni delle acque e dei minerali, delle temperature, dei colori, degli odori, delle emanazioni e talvolta anche dei sapori delle acque.<br />
Nove tavole realizzate con la tecnica dell’incisione, raffiguranti piante e arbusti spesso descritti per la prima volta arricchiscono l’opera, mentre una carta del territorio precede l’introduzione.</p>
<h4>Viaggio terzo</h4>
<p>Dopo la discesa di Napoleone in Italia e l’instabilità che ne seguì, Giorgio Santi tornò solo nel 1806 a pubblicare il <em>Viaggio terzo per le due provincie senesi</em>, dove tratta approfonditamente dell’alta Maremma per poi concludere nella zona di Siena e nelle Crete Senesi.<br />
Nell’introduzione il Santi scrive infatti: <em>“Or finalmente, che un Regno fausto, e felice, sotto cui contendono con nobil gara la giustizia, e l’umanità, ha restituita in Toscana la sicurezza, e tranquillità pubblica, non solo cessò ogni motivo del mio silenzio, ma tutto anzi mi eccita a non lasciare inutilmente invecchiare nel Portafogli le mie osservazioni. Io dunque le traggo fuora, e le consegno in questo terzo Volume, il quale con i due già pubblicati verrà a formare l’esposizione completa di quanto io ho osservato sull’Istoria Naturale delle due Provincie Senesi. […] Questo lo scopo delle molteplici, e laboriose mie ricerche.”</em><br />
E conclude così: <em>“Dolce intanto, ed ampla mercede fia alle mie fatiche, se qualche favore potrà conciliarmi presso la mia Nazione lo scopo da me avuto in mira, e generalmente presso il Pubblico colto, e dotto l’ingenua, e scrupolosa fedeltà, con cui sono esposte le mie osservazioni.”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giorgio Santi</strong> <em>(Pienza, 17 aprile 1746 – Pienza, 30 dicembre 1822)</em> studia da medico, prima a Siena e poi a Parigi, dove incontra Lavoisier e frequenta i salotti illuministi di fine ‘700. Fedele al Granduca Pietro Leopoldo torna in Toscana nel 1782 e diventa professore di storia naturale e chimica presso l’Università di Pisa. Viaggiatore, naturalista, botanico, geologo, zoologo, storico, ma soprattutto attento osservatore, il Santi inizia a rendicontare la sua esperienza nel manoscritto <em>Viaggio da Parigi a Firenze</em> (1782 ma edito solamente postumo) e nel saggio <em>Analisi chimica delle acque dei Bagni Pisani, e dell’acqua acidula di Asciano</em> del 1789 culminando poi nei tre accurati viaggi naturalistici nel <em>Monte Amiata</em> e nelle allora <em>provincie senesi</em> raccolti in questa opera.</p>
<p>Questa versione a cura di Annibale Parisi che fu stampata nel 2004 da Abricula in poche decine di copie, viene qui riproposta nella sua veste originale. Non si tratta di una semplice copia anastatica, ma di una ricostruzione tipograficamente fedele all’originale, rispettosa dell’antica architettura editoriale; cosa che ne migliora la consultazione in un contesto attuale. Come attuale e insostituibile (e anche largamente sottovalutato) per la conoscenza del territorio è il grande contenuto culturale dell’opera stessa.<br />
Tra gli altri volumi editi dalla piccola casa editrice Abricula, attiva tra il 2004 e il 2011, si ricordano il ponderoso <em>Historia della città di Montalcino in Toscana</em> di Tullio Canali e le <em>Cronache di un assedio</em> del 1553, opere di fondamentale importanza per la conoscenza storica della città. Abricula ha pubblicato varie altre opere sia di ambito storico che naturalistico riguardanti la Val d’Orcia.</p>
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		<title>La banda partigiana di Montebuono</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 15:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La liberazione di Sorano e Castell'Azzara]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La liberazione di Sorano e Castell&#8217;Azzara</h4>
<p>Un libro di storia che racchiude tante storie, tutte minuziosamente documentate: quelle dei partigiani che nell’entroterra maremmano, alle pendici del Monte Amiata, hanno partecipato alla guerra di Liberazione. I documenti archivistici, le fonti a stampa, le testimonianze e le fotografie riportate permettono di ricostruire le vicende di un periodo cruciale del Novecento. Il rigore del metodo storico di questo volume si unisce a un equilibrio espressivo che dà modo di comprendere, attraverso una lettura avvincente, le dinamiche dell’occupazione tedesca e della conseguente formazione delle bande partigiane in lotta per la libertà.</p>
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		<title>Il maestro cestaio nella Valle del Fiora Alfredo Lucentini</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 09:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alfredo Lucentini: un uomo, un babbo, un maestro di vita e non solo…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alfredo Lucentini: un uomo, un babbo, un maestro di vita e non solo… Abitava tra Sorano e Manciano, era tempo di guerra e non era facile vivere in quelle zone. Si è dovuto abituare a quella vita dura. Poi con tanta forza d’animo e con un po’ di follia è riuscito a superare anche quei momenti. Schivo, puro, con mille idee da realizzare ha fatto arrivare ai giorni nostri un mesterie senza tempo: il maestro cestaio.</p>
<p>Qui il figlio, Lorenzo Lucentini, raccoglie “<em>Le storie di Alfredo</em>” ricordi, racconti, aneddoti, che raccontano la storia del suo babbo, la storia del maestro cestaio nella Valle del Fiora.</p>
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		<title>Sovana, città sacra degli Etruschi?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 15:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalle prime città alle città etrusche della media valle del Fiora]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Dalle prime città alle città etrusche della media valle del Fiora</h4>
<p>Sovana, città sacra degli Etruschi? L’interrogativo nel titolo è d’obbligo. Non c’è certezza, è solo un’ipotesi fondata su più indizi: il fatto che la cittadina non sia stata mai distrutta e, probabilmente, mai invasa e la varietà e la grandiosità dei monumenti funerari. L’imponenza di alcuni monumenti sembra dimostrare che, nelle necropoli furono inumati personaggi illustri che è difficile pensare siano stati presenti in questa città piccola e di scarso peso politico in epoca etrusca. Il dipinto della tomba François di Vulci, dove un partecipante allo scontro ha un nome sovanese, viene generalmente interpretato come la prova della partecipazione della cittadina alle guerre fratricide. L’ipotesi includerebbe Sovana fra le città politicamente impegnate; in tal caso sarebbe difficile pensarla ‘città sacra’. Potrebbe, però, anche essere che il sovanese del dipinto partecipasse allo scontro a titolo personale e non come rappresentante della città.<br />
Il sottotitolo (<em>dalle prime città alle città etrusche della media valle del Fiora</em>) spiega l’obiettivo della ricerca: Sovana è l’unica delle città dell’area dove sono ancora visibili o, almeno interpretabili, le tracce lasciate da eventi preistorici. Nella prima fase, la ricerca sarebbe dovuta partire dalla cultura di Rinaldone, fra l’altro trattata in un precedente lavoro nel quale non erano stati risolti i dilemmi delle origini e della sua scomparsa. I risultati dello studio sulla cultura di Rinaldone del ricercatore Claudio Pofferi, mi ha consentito di dare possibili risposte all’interrogativo. Per questo motivo ho esteso la ricerca al periodo preistorico di appartenenza della cultura rinaldoniana, il Neolitico, e ho seguito il percorso culturale dei popoli dell’Europa fino a descrivere il probabile contesto in cui quella cultura si è sviluppata, ha vissuto e il perché potrebbe essere scomparsa.</p>
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		<title>Il grande museo di Sorano</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2016 13:22:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo volume fa parte della collana <em>Viaggio nei musei della Maremma</em> realizzata dalla Rete museale provinciale di Grosseto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>”Sorano non ha trucchi. Ha una bellezza selvatica, rurale.<br />
&#8230;affacciatevi a un balzoletto, al muretto, alle spalle del palazzo comunale.<br />
Questa è la Maremma. La Maremma dei tufi. L’orizzonte ondeggiante di boschi di querce e cerri che nascondono pianori un tempo abitati da gente delle grotte. Il precipizio del canyon. I massicci di tufo traforati da mille opere dell’uomo. Finestre aperte nella roccia”</p>
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		<title>Banda Armata Maremmana 1943-1944</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2014 08:51:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dalla ricerca basata su documenti di tutto il mondo, una ricostruzione minuziosa della Resistenza e la guerra a sud di Grosseto, fino alla conquista della libertà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La Resistenza, la guerra e la persecuzione degli ebrei a sud di Grosseto</h4>
<p>Una ricerca rigorosa, basata su documenti italiani, francesi, americani, tedeschi e su testimonianze di protagonisti che vissero l’occupazione nazista e della Repubblica sociale a sud di Grosseto, fra il 1943 e il 1944. Un volume che ricostruisce minuziosamente la nascita delle prime bande partigiane in Maremma; la Resistenza; le rappresaglie fasciste sulla popolazione civile; della Wehrmacht e delle SS; la tragedia dei bombardamenti anglo-americani, l’ignobile persecuzione degli ebrei e infine… la conquista della libertà.</p>
<p>&#8211;<br />
E-book per Kindle disponibile su<br />
<a href="http://www.amazon.it/dp/B00L87J8VG" target="_blank"><img class="alignnone" title="Disponibile su Amazon.it" src="http://www.cpadver-effigi.com/wp-content/themes/cpadver/images/amazon-it.jpg" alt="Amazon" width="106" height="40" /></a></p>
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		<title>Vitozza · La città di pietra</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Aug 2013 16:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nuova guida del più vasto e affascinante insediamento rupestre medievale del centro Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Storia, archeologia, natura</h4>
<p>Resti di fortificazioni, chiese medievali e colombari.<br />
Oltre duecento grotte scavate nel tufo tra colli e dirupi, immerse nella natura selvaggia.</p>
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		<title>Il Comune di Sorano nella Guerra di Liberazione</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 08:38:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I nove mesi di occupazione tedesca e della repubblica sociale di un comune della Toscana meridionale descritti in un libro accuratamente documentato con fonti archivistiche, bibliografiche e testimonianze dirette.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>settembre 1943 &#8211; giugno 1944</h4>
<p>I nove mesi di occupazione tedesca e della repubblica sociale di un comune della Toscana meridionale descritti in un libro accuratamente documentato con fonti archivistiche, bibliografiche e testimonianze dirette.<br />
Il volume è composto da capitoli che esplorano vari aspetti della guerra di liberazione: l’occupazione tedesca e la nascita della RSI, la formazione delle bande partigiane, la repressione nazifascista, la fuga dai rastrellamenti dei renitenti alla leva e degli ebrei e infine l’arrivo degli alleati, il passaggio del fronte e la conquista della libertà.</p>
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