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	<title>Edizioni Effigi &#124; C&#38;P Adver &#187; Val d&#8217;Orcia</title>
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	<description>Grafica · Comunicazione · Web · Editoria</description>
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		<title>Centro Anziani APS Campiglia d&#8217;Orcia 1986-2026</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 13:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Écriture à la carte]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quarant’anni di noi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quarant’anni di noi: Il tempo non è passato solo sui calendari, ma si è intrecciato nelle rughe e nei sorrisi di chi ha reso questo Centro un porto sicuro per combattere la solitudine e per ricercare il piacere di stare bene insieme. Non vuole essere solo una celebrazione, ma un omaggio alla socialità come medicina e ricordare che l’invecchiamento attivo è la chiave per mantenere viva l’anima di un intero territorio.<br />
Il lavoro intrapreso oggi affonda la sua idea iniziale in uno dei tanti incontri nella sede del Centro Anziani e per le vie di Campiglia con il nostro Socio più attivo e affezionato, Lido Ballati, purtroppo venuto a mancare prematuramente… Tra le fotografie, alcune ingiallite e sfuocate, le pagine danno voce ai protagonisti: dai Soci fondatori, determinati e di pungolo all’Amministrazione Comunale, ai Soci di oggi in una narrazione che celebra la memoria come ponte tra le generazioni, ricordandoci che dietro ogni partita a carte e ogni pranzo sociale si nasconde il tesoro più grande: il senso di appartenenza e di solidarietà… Presentiamo, quindi, non una semplice cronaca degli avvenimenti, ma un vero e proprio <em>Archivio della Memoria</em>, che lascia la parola ai veri protagonisti che attraverso le loro testimonianze fanno della storia del Centro Anziani un diario corale fatto di incontri, balli domenicali, spuntini, partite a carte. Nelle intenzioni c’è il desiderio di non disperdere un patrimonio umano immenso, attraverso racconti autentici che restituiscono il sapore di un’epoca che non c’è più e l’energia di un presente ancora tutto da vivere. Ad arricchire il racconto una straordinaria selezione di fotografie originali estratte da album e raccolte private, ma quasi unicamente dall’<em>Archivio di Lido Ballati…</em></p>
<p>Deanna Rappuoli<br />
Presidente del Centro Anziani APS Campiglia d’Orcia</p>
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		<title>Castiglione d&#8217;Orcia</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 17:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivi riemersi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[A cura di Zelia Grosselli e Gianguido Piazza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>In provincia di Siena al Concorso Regionale Agrario per l’anno 1879 in Genova</h4>
<p>Domenica 3 agosto 1879 il nome del Comune di Castiglione d’Orcia, insieme a quelli di pochi altri ben maggiori, apparve nell’articolo di apertura de <em>L’Economista</em>, gazzetta settimanale edita a Firenze, con un elogio per non aver risparmiato “spese, fatiche e disturbi per assicurare una larga partecipazione” dei suoi prodotti al Concorso agrario, “pacifica gara del lavoro e della scienza”, allora appena chiusosi a Genova alla presenza dei sovrani d’Italia, Umberto e Margherita, e del presidente del Consiglio Benedetto Cairoli.<br />
A dire il vero, molte erano state le medaglie concesse agli espositori, ma nessun riconoscimento (se non questa citazione) era toccato ai volonterosi valdorciani, benché ad accompagnare cacio, vino, olio, nonché funghi, farina di castagne e campioni di “plastica dei tartari” essi avessero persino inviato una ponderosa relazione sul Comune e sulle sue frazioni.<br />
Ne pubblichiamo ora il testo integrale, annotato, contestualizzato storicamente e corredato di documenti coevi che lo rendono accessibile e coinvolgente per il lettore di oggi che vogliano conoscere l’ambiente naturale e umano, l’economia e la società non solo di Castiglione, ma della Val d’Orcia e dell’Amiata senese di un secolo e mezzo fa.</p>
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		<title>Mi sa&#8217; millanni</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 15:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Parole e memorie]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vocabolario minimo di Castiglione d'Orcia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Vocabolario minimo di Castiglione d&#8217;Orcia</h4>
<p>Ci sono parole che rischiano di scomparire senza far rumore, lasciandosi dietro silenzi e ricordi.<br />
Questo piccolo vocabolario nasce dal desiderio di tenerle vive, di restituirle a chi le ha dimenticate e a chi non le ha mai sentite pronunciare.<br />
Tra le pagine si ritrovano termini raccolti in famiglia, frasi ascoltate dai nonni, espressioni nate tra vicoli, orti e piazze di Castiglione d’Orcia. Alcune parole appartengono ancora al dialetto di ogni giorno, altre sono scivolate via con il tempo. Accanto ai vocaboli si affacciano proverbi, modi di dire, nomi di strade, soprannomi di persone: frammenti di una comunità che parla anche attraverso il sorriso e l’ironia.<br />
Un invito a riscoprire un lessico che non è solo linguaggio, ma memoria condivisa, radice di identità, filo che unisce chi resta e chi arriva.</p>
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		<title>Io cammino con te</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 09:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Recorder]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si va co’ piedi e co’ ‘l cuore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Si va co’ piedi e co’ ‘l cuore</h4>
<p>Quello che avete tra le mani è un libro particolare, intenso, a tratti commovente, mi verrebbe da dire necessario. Non la solita raccolta di ricordi sulla Toscana di una volta, ma assai di più, un’opera che ci rende consapevoli delle nostre radici e dona forza e profondità alla nostra identità. E questo anche a prescindere dai tanti cambiamenti che ci hanno investito, di ampiezza e rapidità tali da essere difficilmente preventivabili. Cambiamenti di cui queste pagine danno conto, dimostrando come una terra, grazie a chi l’abita e la vive, può rimanere fedele a se stessa e, in questo modo, affrontarli allo stesso tempo come sfide e come opportunità. E dunque qui trovate la Val d’Orcia di quando le sue bellezze, risultato di una secolare alleanza tra natura e lavoro, non erano conosciute e apprezzate a livello planetario. Prima dei flussi turistici e prima delle tecnologie che possono trasformare un paesaggio in un’immagine iconica rilanciata sui social.<br />
Un posto che ci viene restituito attraverso i ricordi di una “cittina” per cui persino andare al mare può rappresentare uno straordinario viaggio di scoperta. Storie familiari, che sono storie di una comunità. Parole ormai desuete, sapori che oggi appartengono a una cultura della tavola da molti condivisa, dai crostini ai pici con l’aglione.<br />
E poi quell’arrivo che è una sorta di spartiacque, del quale certo al momento non c’è stata consapevolezza: la prima turista americana. E tutto quello che da allora ha fatto seguito.<br />
Fedeltà a se stessi, che non è chiusura in stessi, ma apertura al mondo. Radici fonde e finestre aperte: il messaggio – che è anche un auspicio per il futuro – che questo libro ci regala&#8230;</p>
<p>Eugenio Giani<br />
<em>Presidente della Regione Toscana</em></p>
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		<title>Viaggio al Montamiata</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 12:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Microcosmi dei luoghi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ristampa dei tre volumi dell'edizione stampata in poche decine di copie da Abricula nel 2004]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Viaggio primo</h4>
<p>Nelle vacanze estive del 1789 Giorgio Santi compirà il primo viaggio naturalistico nella Toscana meridionale, principalmente nella zona del Monte Amiata, pubblicandone il resoconto solamente nel 1795.<br />
A proposito di questa sua opera, <em>Viaggio al Montamiata</em>, il Giornale de’ Letterati (1795) scrive: <em>“Il Sig. Santi ha impiegata la massima diligenza non risparmiando né tempo, né fatica, né spesa per non lasciare nulla di inosservato. Dà ragguaglio del locale dei Paesi, dei costumi, dei capi d’industria, del commercio, e dell’agricoltura. La storia politica e l’antiquaria non sono state trascurate, ma la Mineralogia, e la Botanica ci son trattate minutamente”.<br />
</em>Lo stile dell’opera, ricca di tavole botaniche, è assolutamente coerente al suo intento divulgativo, tanto da essere fruibile anche ai meno competenti in materia. A proposito del suo lavoro l’autore stesso scrive infatti: <em>“Ho conservata poi la semplicità di forma, e di stile delle mie narrazioni che attissima mi sembra a farmi intendere ancor da chi di Scienze Naturali non si occupa, e che dando talor qualche riposo, qualche diversione all’attenzione del Lettore, che una non mai interrotta serie di prodotti e di osservazioni naturali facilmente stancherebbe, lo conduce direi quasi per mano, in tutti i luoghi, in tutte le situazioni, nelle quali sonomi trovato”.<br />
</em></p>
<h4>Viaggio secondo</h4>
<p>Nel 1798 Giorgio Santi pubblicò il <em>Viaggio secondo per le due provincie senesi</em>. Il racconto ha inizio dalle pendici occidentali del Monte Amiata nei pressi di Castellazzara. L’autore scende poi verso Pitigliano e Saturnia per raggiungere Orbetello ed il Monte Argentario, risale per Cinigiano per giungere a Montalcino e visitare l’intera Val d’Orcia. Passa infine per Sinalunga, Montepulciano, Chiusi e termina a Radicofani. I paesi e le località citate sono oltre settanta con itinerari suddivisi in ventinove capitoli.<br />
Prima della descrizione della conformazione del terreno, dei minerali, dei fossili e della flora, il Santi fornisce sempre brevi cenni geografici e storici dei centri abitati. Grande attenzione è dedicata alle terme ed ai fenomeni vulcanici che incontra, dando conto delle sostanze chimiche riscontrate, delle composizioni delle acque e dei minerali, delle temperature, dei colori, degli odori, delle emanazioni e talvolta anche dei sapori delle acque.<br />
Nove tavole realizzate con la tecnica dell’incisione, raffiguranti piante e arbusti spesso descritti per la prima volta arricchiscono l’opera, mentre una carta del territorio precede l’introduzione.</p>
<h4>Viaggio terzo</h4>
<p>Dopo la discesa di Napoleone in Italia e l’instabilità che ne seguì, Giorgio Santi tornò solo nel 1806 a pubblicare il <em>Viaggio terzo per le due provincie senesi</em>, dove tratta approfonditamente dell’alta Maremma per poi concludere nella zona di Siena e nelle Crete Senesi.<br />
Nell’introduzione il Santi scrive infatti: <em>“Or finalmente, che un Regno fausto, e felice, sotto cui contendono con nobil gara la giustizia, e l’umanità, ha restituita in Toscana la sicurezza, e tranquillità pubblica, non solo cessò ogni motivo del mio silenzio, ma tutto anzi mi eccita a non lasciare inutilmente invecchiare nel Portafogli le mie osservazioni. Io dunque le traggo fuora, e le consegno in questo terzo Volume, il quale con i due già pubblicati verrà a formare l’esposizione completa di quanto io ho osservato sull’Istoria Naturale delle due Provincie Senesi. […] Questo lo scopo delle molteplici, e laboriose mie ricerche.”</em><br />
E conclude così: <em>“Dolce intanto, ed ampla mercede fia alle mie fatiche, se qualche favore potrà conciliarmi presso la mia Nazione lo scopo da me avuto in mira, e generalmente presso il Pubblico colto, e dotto l’ingenua, e scrupolosa fedeltà, con cui sono esposte le mie osservazioni.”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giorgio Santi</strong> <em>(Pienza, 17 aprile 1746 – Pienza, 30 dicembre 1822)</em> studia da medico, prima a Siena e poi a Parigi, dove incontra Lavoisier e frequenta i salotti illuministi di fine ‘700. Fedele al Granduca Pietro Leopoldo torna in Toscana nel 1782 e diventa professore di storia naturale e chimica presso l’Università di Pisa. Viaggiatore, naturalista, botanico, geologo, zoologo, storico, ma soprattutto attento osservatore, il Santi inizia a rendicontare la sua esperienza nel manoscritto <em>Viaggio da Parigi a Firenze</em> (1782 ma edito solamente postumo) e nel saggio <em>Analisi chimica delle acque dei Bagni Pisani, e dell’acqua acidula di Asciano</em> del 1789 culminando poi nei tre accurati viaggi naturalistici nel <em>Monte Amiata</em> e nelle allora <em>provincie senesi</em> raccolti in questa opera.</p>
<p>Questa versione a cura di Annibale Parisi che fu stampata nel 2004 da Abricula in poche decine di copie, viene qui riproposta nella sua veste originale. Non si tratta di una semplice copia anastatica, ma di una ricostruzione tipograficamente fedele all’originale, rispettosa dell’antica architettura editoriale; cosa che ne migliora la consultazione in un contesto attuale. Come attuale e insostituibile (e anche largamente sottovalutato) per la conoscenza del territorio è il grande contenuto culturale dell’opera stessa.<br />
Tra gli altri volumi editi dalla piccola casa editrice Abricula, attiva tra il 2004 e il 2011, si ricordano il ponderoso <em>Historia della città di Montalcino in Toscana</em> di Tullio Canali e le <em>Cronache di un assedio</em> del 1553, opere di fondamentale importanza per la conoscenza storica della città. Abricula ha pubblicato varie altre opere sia di ambito storico che naturalistico riguardanti la Val d’Orcia.</p>
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		<title>Da San Quirico in Osenna a San Quirico d&#8217;Orcia</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 16:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Don Chisciotte]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[Tracce di una comunità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Tracce di una comunità</h4>
<p>&#8220;[...] Così, anche, dovrà essere letto. Come si leggono le facciate delle sue case, i suoi muri e le sue mura, segnate di smagliature, di scuciture e ricuciture, composte di materiali variamente assortiti, non sempre nobili, in parte originali, in parte di recupero, e perfino di scarto. Costruzioni &#8211; e pagine &#8211; pensate e progettate con cura alcune, giustapposte per sopraggiungere necessità altre: e altre ancora fatte di ripensamenti e di demolizioni&#8221;.</p>
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		<title>Monticchiello</title>
		<link>https://www.cpadver-effigi.com/blog/monticchiello-rino-kuchenmuller/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Aug 2023 13:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[Frammenti della sua storia<br/>
<em>Fragmente seiner Geschichte</em>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Frammenti della sua storia<br />
<em>Fragmente seiner Geschichte</em></h4>
<p>Una pietra racconta la storia del suo villaggio fin dai tempi degli Etruschi.<br />
Il paese ha rischiato di finire in modo drammatico nel 1944 se non fosse stato proprio per una tedesca, che ha salvato gli abitanti.<br />
L’autore conduce i suoi lettori con mano leggera attraverso i secoli in una danza di poesia e verità, toccando Longobardi, partigiani e fascisti, relazioni italo-tedesche, il teatro locale e il turismo.<br />
Una dichiarazione d’amore critica per l’Italia.</p>
<p><em>Ein Stein erzählt die Geschichte seines Dorfes seit der Etruskerzeit.</em><br />
<em>Der oft heissumkämpfte Ort hätte 1944 beinahe ein dramatisches Ende genommen, hätte nicht ausgerechnet eine Deutsche die Einwohner gerettet.</em><br />
<em>Der Autor führt seine Leser mit leichter Hand in einem Tanz aus Dichtung und Wahrheit durch die Jahrhunderte, streift Langobarden, Partisanen und Faschisten, das deutsch-italienische Verhältnis, das örtliche Theater wie den Tourismus.</em><br />
<em>Eine kritische Liebeserklärung an Italien.</em></p>
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		<title>Le Balze di San Lazzaro</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 14:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Genius Loci]]></category>
		<category><![CDATA[Montepulciano]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ristampa anastatica dell'edizione del 1932 con prefazione di Silvia Calamandrei]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una lotta senza quartiere ingaggiata dall’avvocato Rodolfo Calamandrei per ridurre a boschetto inglese, o meglio a giardino babilonese, la balza che si affaccia sul lembo della val d’Orcia dal podere di San Lazzaro, in località Le Grazie, a mezzo chilometro dalla cittadina di Montepulciano: con questa narrazione si apre questo suo prezioso libretto, che ha conosciuto varie edizioni, ed anche una versione francese, e la cui prima pubblicazione risale al 1932 a cura del figlio Piero e della famiglia, ad un anno dalla sua morte.</p>
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		<title>L’erbario dei Cappuccini di San Quirico · Il «volume rilegato»</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Mar 2023 15:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[eBook]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Microcosmi]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[Contributo allo studio di un hortus siccus del VXIII secolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Contributo allo studio di un hortus siccus del VXIII secolo</h4>
<p>di Raffaele Giannetti</p>
<p>Fondazione Alessandro Tagliolini, Centro per lo studio del paesaggio e del giardino</p>
<p><em>e-book:</em> 197 pagine, 128 illustrazioni</p>
<p>—</p>
<p>Il presente contributo è una necessaria prosecuzione degli studi già intrapresi e pubblicati intorno all’<a href="http://www.cpadver-effigi.com/blog/erbario-dei-cappuccini-di-san-quirico/" target="_blank">Erbario dei Cappuccini di San Quirico</a>.</p>
<p>L’indagine sul volume rilegato, che, insieme ai due faldoni di <em>Plantæ non officinales</em> e ai tre di <em>Plantæ officinales</em>, costituisce il nostro erbario, era stata accantonata per la natura stessa del reperto: un quaderno preparatorio forse usato nelle fasi di erborizzazione o, meno probabilmente, in quelle della successiva sistemazione degli esemplari. Che il volume costituisse una singolare quanto non trascurabile testimonianza era un’idea originaria e condivisa. Si intuiva infatti che nel disordine della sua redazione potevano celarsi molte indicazioni sull’erbario nel suo complesso, sul numero e la qualità degli <em>exsiccata</em>, sulla struttura e sulla formazione della raccolta.</p>
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		<title>Per le antiche strade, nelle antiche case</title>
		<link>https://www.cpadver-effigi.com/blog/per-le-antiche-strade-nelle-antiche-case-zelia-grosselli-gianguido-piazza/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 09:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivi riemersi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Val d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[Campiglia d’Orcia e la sua gente attraverso il censimento granducale del 1841]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Campiglia d’Orcia e la sua gente attraverso il censimento granducale del 1841</h4>
<p>Il censimento granducale del 1841 ci offre un “fermo immagine” della Toscana dell’epoca, suddivisa per città, paesi e parrocchie. Anche Campiglia d’Orcia, con Bagni San Filippo e le altre piccole comunità afferenti alla parrocchia di San Biagio, ci viene riportata qual era nelle sue componenti anagrafiche e sociali, casa per casa, individuo per individuo. Incrociando i dati del censimento, le cui tabelle sono trascritte e analizzate nella prima parte di questo libro, con quelli dei registri dei battesimi, dei matrimoni e dei funerali della parrocchia tra la fine del Settecento e la proclamazione del Regno d’Italia è stato possibile poi dare vita e movimento a questo ritratto: nell’ultima parte si possono seguire, di famiglia in famiglia, le trasformazioni della comunità nel periodo lorenese.</p>
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