Sacri furono i pioppi
Sacri furono i pioppi è composto da cinque brevi sezioni (Memoria, Ricordi, Tenua, I silenzi, Domande) per un totale di diciannove poesie, ciascuna messa in rilievo da un disegno di Marco Nereo Rotelli, che ne colora, con il suo stile luminoso, un verso-chiave [...].
Nel complesso, lo stile ha il suo fulcro ritmico e semantico nella misura del verso, nel quale pensiero e canto si cercano l’un l’altro. A tenerli insieme e, nel contempo, divisi, è il ritmo, ottenuto con gli a-capo e agglutinazioni fonetiche. Talvolta l’ipotassi si mostra, per mettere meglio in forma il pensiero, per dargli struttura complessa. Tra le diverse soluzione retoriche, si rilevano infine l’uso di figure etimologiche (“memorabile memoria”, “illusione illusoria”) e dell’ossimoro (“versi odiosiamati”, onda “odiosamata”), quest’ultimo forse doppio omaggio all’amore dolceamaro di Saffo e alla grecità.
Stefano Guglielmin
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