Viva voce
«Il pomeriggio del 23 maggio del 2019, poco dopo le 3, sono morto. Questo è quello che è successo dopo».
Così l’autore inizia questo diario, un resoconto forte e toccante, ma estremante lucido delle giornate che sono seguite all’ictus che gli ha stravolto la vita. La paura di morire, la fatica nell’accettare la nuova condizione e l’impegno nel cercare di riacquistare, almeno in parte, quello che la malattia gli ha tolto, primo fra tutti la scrittura. «Scriva! Scriva! Vedrà come arriverà a vedersi intero!» lo incita lo psicologo, e anche se inizialmente fatica a trovare motivazione, questo progetto viene portato avanti e arriva al suo compimento.
Stefano Adami si è formato in ambito filosofico. Traduttore, narratore, saggista, docente universitario di letteratura italiana, collabora con l’Encyclopedia of Italian Literary Studies della Priceton University. Per Effigi ha pubblicato Calisto e con Beppe Corlito Bianciardi alla rovescia.
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