Due processi per omicidio nella Maremma di fine Settecento
Dalla premessa: il fine della presente ricerca, come quelle precedentemente pubblicate (la storia cinquecentesca del cavallaro disonesto Pietro di Mariano da Manciano e l’altra, coeva ai fatti qui raccontati, della giovane ragazza Elisabetta Pelosi di Castel del Piano), è ed è stato quello di utilizzare i documenti di storia locale non tanto e certo non solo per curiosità aneddotica, ma nella convinzione che attraverso la ricostruzione di vicende, se vogliamo ordinarie (pur nella eccezionalità del fatto penale in sé, quale l’omicidio), sia possibile ricostruire, attraverso i racconti e gli interventi in prima persona dei protagonisti variamente implicati (imputati, testimoni, guardie, figure istituzionali) il contesto storico e socio-ambientale nel quale quei fatti si svolsero. In una parola, partendo dal fatto specifico in sé, l’intento è quello di aggiungere un piccolo tassello che possa essere utile a meglio comprendere la realtà umana, nei suoi vari aspetti: sociali, ambientali ed economici, nel quale quei fatti avvennero, in quel particolare contesto temporale e spaziale: quello della Maremma di fine Settecento. Il tutto nella convinzione che non esistano una grande o una piccola Storia, ma semplicemente la Storia fatta, come diceva Gramsci, dagli uomini, dagli uomini nel mondo.
Parole chiave
Questo libro lo trovi anche in: Castel del Piano, Manciano, Maremma
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