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	<title>C&#38;P Adver &#124; Edizioni Effigi</title>
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	<description>Grafica · Comunicazione · Web · Editoria</description>
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		<title>L’Argentariana · Anno X n.38</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 14:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Argentariana]]></category>
		<category><![CDATA[Periodici]]></category>

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		<description><![CDATA[Rivista del Centro Studi Don Pietro Fanciulli – Anno X, Numero 38, Giugno 2026]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rivista del Centro Studi Don Pietro Fanciulli<br />
Anno X, Numero 38, Marzo 2026</p>
<p><strong>Sommario</strong></p>
<p>Editoriale <em>di Gabriella Solari</em><br />
Il delicato fascino del granito gigliese <em>di Alessandro Fei</em><br />
Eremiti e romitori sul monte Argentario e San Paolo della croce (1ª parte) <em>di Angelo Biondi</em><br />
La presa di Porto Ercole (1555). La difesa francosenese si sgretola di fronte all’azione incalzante delle truppe ispano-fiorentine <em>di Walter MacNun</em><br />
Don Pietro… da riscoprire. Soprannomi santostefanesi <em>a cura di Monica Sordini e Gian Carlo Malacarne</em><br />
La recensione <em>a cura di Silva Gentilini</em><br />
In cammino. Il Casco dell’Acqua <em>di Maria Fanciulli – foto di Roberto Carli</em><br />
La Torre di Cala Moresca all’Argentario <em>di Fabio Lanfranchi, Piero Barlozzini, Luca Martelli</em><br />
Dossier. Storie di bastimenti, marinai e maestri d’ascia <em>di Alessandro Busonero</em><br />
Da Trattoria di paese di Guelfo Civinini <em>a cura di Annalena Civinini Giovino</em><br />
Il cantiere navale dell’Argentario (2ª parte) <em>di Gualtiero Della Monaca</em><br />
Uno scherzo da prete <em>di Andrea Loffredo</em><br />
Spigolature dal passato. Talamone escluso (dal Touring Club) dall’itinerario dei Mille <em>a cura di Gualtiero Della Monaca e Matteo Navoni</em><br />
A tavola con… Pesci, crostacei e molluschi <em>a cura di Francesca Galatolo</em><br />
La pagina dei giochi <em>a cura di Gian Carlo Malacarne</em></p>
<p>–</p>
<p>Per abbonarsi alla rivista:</p>
<p>Centro Studi Don Pietro Fanciulli<br />
Via Scarabelli 16<br />
58019 Porto S. Stefano (GR)</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/121643894950936/" target="_blank">Pagina Facebook</a> →</p>
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		<title>Fuoco, cenere, acqua</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 13:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Ellisse]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un viaggio nella memoria, dove storia, cronaca e leggenda si intrecciano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come un viandante d’altri tempi, Vieri, un europeo inquieto e disincantato, si è dedicato al Grande Viaggio di terra e di mare. In fuga da una città del nord, dopo il fallimento degli ideali politici datati anni ‘60, è attratto dall’Isola, spazio mitico di libertà. Deciso a non appartenere ad alcun luogo, abbandona anche l’ultimo angolo di civiltà in cui si è rifugiato, per seguire il richiamo di madre acqua. Diventa così un nomade flottante, pronto a farsi portare dal vento, senza paura di andare alla deriva, né di fare naufragio. Fino all’Isola del Bianco, dove scompare durante un’immersione.</p>
<p>Una vita lascia dietro di sé molti segni e la voce narrante ricompone frammenti del passato, pagine strappate, lettere, diari di bordo; raccoglie le testimonianze dei compagni di navigazione, gli ultimi ad averlo visto. In controcanto, la voce di Vieri risuona tra le <em>anime perse</em> che, spinte dalle mareggiate verso la scogliera di Mangiabarche, ritornano fra i vivi per raccontare la loro vicenda.</p>
<p>Nasce così un viaggio nella memoria, un isolario sospeso tra realtà e finzione, dove storia, cronaca e leggenda si intrecciano. Per trovare il tassello mancante nella biografia-mosaico di un eterno ragazzo che, in fondo, voleva sparire senza lasciare tracce. <em>Fuoco, cenere, acqua</em> diventano allora simboli della trasformazione: un divenire che coinvolge ognuno di noi.</p>
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		<title>Battesse male!</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche ICPI]]></category>
		<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Castiglione della Pescaia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vetulonia e Tirli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>L&#8217;antico gioco della Palla eh!</h4>
<p>La “Palla eh!” non è soltanto un gioco medioevale tramandato nel tempo, ma è storia del nostro popolo, memoria rurale che non deve essere dimenticata. Il gioco della “Palla eh!” è senza dubbio emozione, muscoli che si tendono, cuore che pulsa veloce, occhi attenti a seguire la piccola sfera che schizza nell’aria. Quando il “mandatore” alza la mano al cielo, con la piccola sfera di cuoio, urlando “palla!”, anche il mormorio del pubblico si placa. Il giocatore della squadra avversaria che si trova in fondo alla piazza dà il via al gioco, rispondendo “eh!”.<br />
La piccola palla di piombo, lana e cuoio, viene lanciata a mani nude, schizza da un punto all’altro in velocità. Solo un abile “richiappino” può placare la sua corsa, scattando e talvolta lanciandosi a terra, senza paura di cadere sopra i lastroni di pietra che formano il pavimento della piazza usata per questo gioco.<br />
Nel passato questo gioco era uno dei passatempi preferiti dei paesani. Pensiamo agli anni ’50 e ’60, vi erano molti bar, il paese era colmo di famiglie numerose, pochissimi avevano la possibilità di vedere un televisore. Dopo una giornata di duro lavoro, molti ragazzi e uomini più maturi, si ritrovavano in piazza Principe Umberto pronti a fare due tiri con la pallina, prima di rincasare. Giocavano con i panni da lavoro, le scarpe grosse e talvolta cappello in testa, come testimoniano le fotografie in bianco e nero che abbiamo inserito fra le pagine di questo libro. […] Ci tengo molto a ricordare, che questo antico gioco è stato inserito nella lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, insieme ad altre discipline come la “Pallapugno” ligure, la “Palla bracciale” di Mondolfo (Marche) e la “Pantalera” piemontese.<br />
Concludiamo questa introduzione al nostro libro fotografico della “Palla eh!” di Vetulonia e Tirli, invitandovi a osservare le immagini qui raccolte, per non perdere mai la memoria di questo gioco storico. […] Per i giovani la strada è sicuramente in salita, ma non devono temere, l’associazione “Palla eh!” e l’associazione “Amici di Vetulonia APS” li terranno per mano, preservando le tradizioni del nostro popolo.<br />
La “Palla eh!” è storia del nostro paese!</p>
<p><em>Manuela Nesi</em></p>
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		<title>La disseminazione delle conoscenze scientifiche nella Toscana meridionale</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 11:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni per enti]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Atti della Giornata di Studio<br/>6 febbraio 2026, Grosseto, Polo Universitario Grossetano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Tra ricerca e conservazione della natura</h4>
<p>La Giornata di Studio in memoria di Fausto Corsi, appassionato naturalista che ha lasciato un significativo ricordo fra docenti e allievi dell’Istituto Tecnico Agrario di Grosseto oltre che fra gli studiosi di scienze naturali, ha dato modo di presentare interventi di alto valore scientifico volti all’aggiornamento delle conoscenze sulla ricerca e la conservazione della natura nella Toscana meridionale.</p>
<p>L’evento ha riunito studiosi, ricercatori ed esperti del mondo scientifico e istituzionale per riflettere sul ruolo della ricerca nella tutela della biodiversità e nella conservazione degli ecosistemi affrontando temi legati alla biodiversità, agli impatti antropici, alla gestione del territorio e alle prospettive della conservazione ambientale.</p>
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		<title>Via del Mandorlo</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2026 10:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ah! Senti lì bene… che bell’arietta”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Via del Mandorlo</em> è un memoir corale che intreccia ricordi d’infanzia, storie di famiglia e vita di paese. Attraverso una lunga galleria di personaggi e nomi, il narratore ricostruisce un mondo domestico e comunitario fatto di gesti quotidiani, giochi, lavoro e memoria. Il passato riaffiora nei racconti dei genitori e dei nonni, trasformando la via in uno spazio vivo di identità, nostalgia e appartenenza.</p>
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		<title>Agente Immobiliare Sostenibile</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2026 08:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Manuali]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La nuova frontiera del Real Estate</h4>
<p>Per anni la figura dell’agente immobiliare è stata associata a stereotipi, diffidenza e scarsa considerazione professionale. Un ruolo spesso ridotto a semplice intermediario, poco riconosciuto nel suo reale valore. Ma oggi qualcosa sta cambiando. Le trasformazioni ambientali, economiche e sociali stanno ridefinendo il modo di abitare, di investire, di vivere il territorio. E con esse, anche il Real Estate è chiamato a evolvere. In questo scenario, i principi ESG – Environmental, Social, Governance – non sono più un’opzione. Sono una nuova lente attraverso cui leggere il mercato, interpretare i bisogni e creare valore.<br />
È qui che nasce una nuova figura professionale: l’Agente Immobiliare Sostenibile.<br />
Un professionista capace di andare oltre la compravendita, di integrare competenze tecniche, visione strategica e responsabilità etica, di guidare clienti e territori verso scelte più consapevoli, sostenibili e durature. Questo libro è una guida e, allo stesso tempo, una presa di posizione. Un invito a superare i limiti del modello tradizionale, a rivalutare il ruolo dell’agente immobiliare, a costruire una professione più autorevole, riconosciuta e allineata alle sfide del nostro tempo.<br />
Non è solo un’evoluzione. È una rivoluzione destinata a cambiare il Real Estate in Italia. La domanda è: vuoi farne parte?</p>
<p><small><strong>Sandro Marcucci</strong>, è agente immobiliare dal 2006 e fondatore del progetto Agente Immobiliare Sostenibile. Da sempre impegnato nell’innovazione del settore, ha sviluppato un modello che integra sostenibilità, tecnologia e valore professionale, con l’obiettivo di elevare il ruolo dell’agente immobiliare e ridefinirne il posizionamento nel mercato. Oggi accompagna agenti e titolari di agenzia in un percorso di crescita e trasformazione, contribuendo alla nascita di una nuova generazione di professionisti del Real Estate.</small></p>
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		<title>Il ripasso in cinque storie</title>
		<link>https://www.cpadver-effigi.com/blog/il-ripasso-in-cinque-storie-livio-bruni/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 14:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla scuola alla naia, c’è qui un vecchio che ripassa la lezione; e non col debito distacco: il senile ripasso farà anche ridere, ma è duro; ah, duro assai, come nel caso dell’operazione detta “Corazza alata”, là, nei friulani Magredi di Vivaro, ove i paracadusti della Folgore filaron via con lo stravento: filarono a lungo terra terra, strascicati dai paracadute e scorticati dal lapideo letto di un fiume in secca, che era invero un letto da fachiri. E ora, ultraottantenne, l’ex parà è tornato nei Magredi: ha ripercorso il fiume in secca e ha ribadito, sbarellando, l’ippocratica ovvietà: <em>Ars longa, vita brevis</em>. Insomma, il vecchio non impara la lezione… ma <em>ripassa</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Toscana in un proverbio</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 13:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Parole e memorie]]></category>
		<category><![CDATA[Proverbi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una raccolta di proverbi di tutte le province toscane.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chi ha da far col tosco non vuol esser losco</em> (guercio).<br />
I toscani sono notoriamente scaltri e per aver a che fare con loro è necessario essere avveduti. È un antico proverbio citato da Boccaccio nel Decamerone.</p>
<p><em>Conosciuto un buon toscano non se ne può star lontano.</em><br />
Nel rileggere queste pagine ci sono venuti in mente i viaggi che intraprendevano gli scrittori ed i giovani benestanti nei secoli passati. Questo è un viaggio nella splendida Toscana, attraverso proverbi e modi di dire di questa splendida regione. Non ha la pretesa di essere una guida ma una piccola ed alternativa raccolta di notizie, curiosità, storia e cultura riguardanti grandi città e piccole frazioni.</p>
<p>Buon viaggio, Antonella e Matteo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A ognuna il suo mondo</title>
		<link>https://www.cpadver-effigi.com/blog/a-ognuna-il-suo-mondo-deborah-santini/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 13:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Racconti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque racconti legati l’uno con l’altro da un filo spesso. Cinque donne, o meglio, una bambina e quattro donne, unite dal desiderio di amare, di essere amate e di vivere, non sopravvivere.<br />
Tutto nasce da lei, Anita, la piccola, per poi svilupparsi lungo i percorsi, a volte simili, a volte apparentemente diversi, delle quattro donne.<br />
Alice, Lara, Céline e Bianca, la più grande di tutte, hanno necessità di “respirare la libertà”, vogliono essere loro stesse e, quindi, volano alla ricerca del loro mondo, ognuna a suo modo<strong>…</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nel Regno di Tiburzi</title>
		<link>https://www.cpadver-effigi.com/blog/nel-regno-di-tiburzi-adolfo-rossi/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 09:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivi riemersi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Effigi]]></category>
		<category><![CDATA[Tuscia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ristampa anastatica dell’edizione originale del 1893 a cura di Marco D’Aureli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Scene del brigantaggio nella Campagna Romana</h4>
<p>Pubblicato per la prima volta nel 1893 per i tipi dell’editore di origini piemontesi ma stabilitosi a Roma Edoardo Perino, figura di rilievo nel panorama editoriale italiano d’epoca umbertina, <em>Nel Regno di Tiburzi ovvero Scene del brigantaggio nella Campagna Romana</em> nasce come un vero e proprio reportage giornalistico. Venne redatto da Adolfo Rossi in concomitanza con il Processone di Viterbo, ovvero il maxi-processo a Tiburzi, ai suoi sodali (Luciano Fioravanti in primis) e ai suoi favoreggiatori (all’epoca si usava l’espressione “manutengoli”) celebrato nei locali della Corte di Assise di Viterbo ospitati presso l’ex convento dei Carmelitani scalzi a piazza Fontana grande. In quell’anno Rossi, corrispondente del quotidiano romano <em>La Tribuna</em>, venne inviato a Viterbo per seguire le udienze del dibattimento.</p>
]]></content:encoded>
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