Due romanzi per Siena
Un labaro e un cavallo
Il verziere dell’imperatore
“Ed è la Madonna che sul drappellone passa in trionfo, su una fiumana di popolo benedicendo i vincitori e i vinti: in fondo sono tutti figli della vittoria di Montaperti. E come allora pendono dagli antichi palazzi, arazzi e bandiere e stemmi familiari di cui i cavalieri fregiavano i loro scudi e sventolano gonfaloni sulla sommità delle torri rimaste.
Sena vetus civitas Virginis.
Se mai, per mala sorte, un giorno, questo spettacolo non dovesse aver più luogo, i senesi non sarebbero più senesi: a ricordarli, basterebbe disegnare una piazza a forma di conchiglia, una torre dritta come uno stelo di grano, un labaro con una Madonnina in cima e un cavallo che, con sopra un fantino, arranca alla salita…”
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