L’estate del 1977 e altri racconti
L’aria fuori è pesante. Il cielo grigio è basso, sembra che stia per cadere in testa a quella piccola folla che non sa dove guardare. Nessuno ha il coraggio di alzare gli occhi e provare a confrontarsi con l’uomo armato di fucile. C’è un confine che sembra un muro, segnato dai venti centimetri che hanno davanti ai piedi. Si sentono tutti colpevoli, ma nessuno, ancora, ha il fegato necessario per tirarsi indietro.
Sì, andarsene significherebbe rinunciare, abbandonare lo spazio della Giustizia, che spesso giusta non è.
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