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a cura di Riccardo Parigi e Massimo Sozzi

Il fumo uccide

2012

Prezzo
14,00 €
Collana
Narrazioni
Pagine
384
Formato
12,0 x 16,5 cm
Legatura
Brossura
ISBN
978-88-6433-197-3 9788864331973
eBook
5 €
ISBN
978-88-6433-207-9
Formato
ePub 2

Il fumo uccide: uno slogan che è sotto gli occhi di tutti ma che nessuno valuta seriamente. Se non ci credete provate a leggere questa antologia.

Il fumo uccide

Il fumo uccide

Infiammeranno di sicuro anche voi i racconti di Luca Bandini, Cristina Bianchi, Lucia Bruni, Daniele Cambiaso, Antonella Cocolli & Gianpaolo Sfondrini, Donatella Fabbri, Stefano Fiori, Franco Foschi, Angelo Marenzana, Maurizio Pagnini, Riccardo Parigi & Massimo Sozzi, Roberta Pieraccioli, Giuseppe Previti, Sergio Rilletti, Enrico Tozzi, Laura Vignali e Luca Vivarelli.

Lo slogan “Il fumo uccide”, che da alcuni anni è per obbligo riportato sulle scatole delle sigarette, ha scatenato polemiche a non finire tra proibizionisti e antiproibizionisti. Se molti condividono la campagna tesa a scoraggiare l’assunzione di tabacco in quanto estremamente pericolosa per la salute, un fronte robusto contesta violentemente certi dati statistici e i toni intimidatori nei confronti del “vizio” del fumo.
E di “vizio” parlava del resto già alla fine del Cinquecento lo straordinario viaggiatore fiorentino Francesco Carletti il quale si scandalizzava che gli abitanti delle Indie Orientali assumessero il prodotto “per naso” o “per bocca” dichiarando – alla stregua di un moderno proibizionista – «non mi piacque già mai pigliare il fumo del tabacco»; ma subito dopo gli sfugge un «mentre stetti nel Messico, bevevo cioccolata e mi piaceva, mi giovava e quasi non mi pareva di poter stare un giorno senza berne».
Ecco il punto! Al di là delle questioni relative alla salute – indubbiamente importanti – a ciascuno la propria “dipendenza”, potremmo dire.
E partendo dallo slogan che abbiamo riportato, ci è sembrato che si potesse organizzare un’antologia di racconti che scavassero sulla ricerca del “piacere”, anche piccolo, quotidiano, ma perentorio, fatto inevitabilmente di una forma di assuefazione che, se arginata o combattuta, provoca esperienze difficili e penose, se non addirittura reazioni violente.

Riccardo Parigi e Massimo Sozzi

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