Il romanzo di una “cortigiana anonima”
Monologo di una donna libera tra racconto e saggio
Una donna forte e risoluta che sceglie di vivere secondo ragione, piacere e libertà. Un’esistenza fuori dagli schemi che smaschera le menzogne che da secoli avvelenano l’Occidente e minano la razionalità della vita personale e collettiva. Nelle vicende di Hedy Belfort, cittadina canadese, si riflettono i nodi irrisolti della nostra civiltà: l’eredità delle religioni monoteiste, la sovrapposizione forzata di amore, sesso e potere, la progressiva perdita della ragione come strumento di emancipazione.
Un “romanzo filosofico” che apre a una prospettiva diversa, capace di restituire centralità al pensiero critico e al piacere come misura dell’esistenza. Non si racconta solo un destino individuale, ma si interroga la nostra intera cultura, provando a immaginare un futuro meno decadente.
Un’opera originale che intreccia tensione narrativa e riflessione teorica, con una prosa appassionata e provocatoria che incarna quella “tensione razionale” che Vittorini chiedeva alla letteratura: non intrattenere soltanto, ma scuotere, far discutere e aprire nuove possibilità di vita.
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