La vita su altri pianeti
La vita su altri pianeti racconta le esperienze di vita di Freddy, un italoamericano di origine newyorkese del Bronx: quelle della conoscenza carnale, dall’abbraccio erotico di un manichino nudo all’età di cinque anni a quello di un robot sessuale all’età di ottantuno, e quelle della maturazione negli anni Sessanta, fra le vicende di quartiere e le lotte sociali e culturali, e le “illustri morti oscure” da quelle di Hemingway e Marilyn Monroe a quelle dei Kennedy, di Martin Luther King e di Sharon Tate. Continua con le sue ricerche amorose – matrimoni, storie casuali e tradimenti, fra l’America degli anni Sessanta e Settanta e l’Italia, dove si stabilisce da espatriato, finendo, dopo una serie di avventure amorose tardive – i “Viagra blues” – fra il tragico e il comico, che lo lascia in vecchiaia con un senso di estraniazione e la teoria che l’amore, quello vero, magari esiste ma come la vita su altri pianeti, dove “ci deve esserne un mucchio… Basta arrivarci”. Tutto questo contro lo sfondo degli eventi epocali degli ultimi sessant’anni: la guerra del Vietnam, l’Undici Settembre, la globalizzazione e, infine, l’estinzione naturale della sua generazione, quella che definisce ironicamente come dei “perenni leader del domani”, che avrebbero dovuto esserne esenti.
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