Una vita da neuropsichiatra infantile
[…] Oltre quarant’anni di professione, a visitare bambini e bambine, ragazzi e ragazze. A conversare con loro, a ridere con loro, a discutere con i genitori e gli insegnanti, con gli psicologi, i logopedisti e i fisioterapisti, a condividere pareri con i colleghi. Nella certezza che nella maggior parte dei casi bastasse poco, una spinta, un raggio di luce ad illuminare una zona buia, una parola di incoraggiamento, un consiglio appropriato, perché il percorso di sviluppo riprendesse e chi aveva barcollato tornasse a camminare sicuro con le proprie gambe. Nella consapevolezza, invece, che nei casi gravi o complessi fosse necessario di più, non solo del mio ma anche di altri, di un gruppo che lavorasse come una persona sola, di una rete che li tenesse avvinti e non li lasciasse mai andare ai capricci della corrente. […]
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