I nomi e le macerie
Piancastagnaio 1943-1946
Ci sono libri che nascono da un’assenza più che da un’abbondanza di materiale. Questo è uno di quelli. Nel settembre del 2024, quando l’Amministrazione comunale celebrò il centenario del Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale – vittime che avevano un nome, una data, e un giornale d’epoca, l’Amiata Eroica, che le aveva ricordate – ci trovammo di fronte a una sproporzione inquietante: i caduti della seconda guerra mondiale non avevano quasi nulla di tutto questo. Non perché fossero meno numerosi, né la loro morte meno degna di memoria, ma perché Piancastagnaio aveva scelto, forse senza saperlo, di attraversare quella ferita in silenzio, elaborandola dentro le case piuttosto che nella piazza. [...]
Un lavoro che non si è fermato all’elenco dei nomi, per quanto quell’elenco sia già, di per sé, un atto di giustizia storica: Giuseppe Sani è andato a cercare i pianesi nella battaglia del Don, nel naufragio del piroscafo Oria, nella prigionia di Rodi, nella strage di Niccioleta, nelle foibe, nelle lettere spedite dai campi di concentramento – restituendo a ciascuno di questi destini il proprio nome, la propria data, spesso la propria discrepanza d’archivio segnalata piuttosto che nascosta, invece di lasciarli dissolti nella cifra anonima delle perdite di guerra. [...]
Pubblicare questo libro significa, per l’Amministrazione comunale, riconoscere che la cultura di una comunità di montagna come la nostra non si misura soltanto nei monumenti che sa costruire, ma nella capacità di guardare in faccia le pagine più difficili della propria storia – comprese quelle che dividono. Ringrazio Giuseppe Sani per aver trasformato una lacuna della memoria collettiva in un atto di restituzione: ai caduti, alle loro famiglie, e a Piancastagnaio stessa.
Pierluigi Piccini
Assessore Cultura e Turismo
Comune di Piancastagnaio
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