Libeccio
L’amara vicenda delle “segnorine” di Tombolo – le migliaia di ragazze che nell’estate del 1944 arrivarono a Livorno al seguito dell’esercito americano – riaffiora alla memoria della “combriccola del mercoledì”, la bizzarra congrega già incontrata ne La pesca del Giunti.
Per anni quel ricordo è rimasto sepolto: una pagina dolorosa che la città ha preferito dimenticare. Ma vent’anni dopo, il brutale assassinio di un imprenditore arricchitosi durante il miracolo economico riporta tutto a galla, riaprendo una storia fatta di miseria, passioni e segreti mai del tutto spenti.
Ne nasce una vicenda che intreccia romanzo storico, love story e indagine poliziesca, sullo sfondo di una Livorno popolare e teatrale, dove anche le storie più amare finiscono per tingersi della beffarda ironia della città.
Franco Poggianti, livornese di nascita, ha trascorso gran parte della sua vita a Roma. Giornalista professionista, dopo gli esordi a “Paese Sera” è entrato al Tg3, dove è stato capo della redazione toscana della Rai e vice direttore di Rai International.
Dal 1974 al 1979 ha lavorato all’Ufficio stampa della Direzione nazionale del PCI, allora guidato da Enrico Berlinguer. Come inviato ha seguito importanti eventi di cronaca e di storia recente, dal terremoto dell’Irpinia alla guerra in Jugoslavia, fino alla caduta del Muro di Berlino.
Ha ideato e diretto programmi di informazione della Rai e ha insegnato giornalismo all’Università di Parma.
Tra i suoi libri: Capra & cavoli – Agricoltura e zootecnia nell’Italia di oggi (2013), il romanzo La pesca del Giunti (2022), Parigi 1911 – Il furto della Gioconda e dintorni (2023) e Il bellissimo Cecè – Vita e morte del conte partigiano (2024).
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