L’occhio di Lynch
I magnifici otto
La recente scomparsa di David Lynch (16 gennaio 2025) permette una rivisitazione prospettica di insieme, e più obiettiva, dei suoi otto principali feature films, che hanno impresso una svolta alla storia del cinema. Hanno infatti inventato un genere e una tecnica definibili per antonomasia come “lynchiani”, e hanno fatto di Lynch un regista osannato e di culto quanto anche spesso controverso e ridimensionato. Questo libro li passa in rassegna tramite analisi ravvicinate e approfondite che ne dimostrano l’ineguagliabile fascino visivo, il sovrano primato dell’immagine e la somma fattura formale, mentre ne portano alla luce i nessi tematici che li legano, in un’opera filmica di eccezionale tenuta complessiva. Ogni film di Lynch ruota su stati di sogno, di incubo, di allucinazione e di fantasmagoria, e sugli illusionistici confini tra il reale e l’immaginario; e ognuno di essi studia il diabolico che si annida nell’animo umano quanto anche le forze di una redenzione che spesso fallisce, o che al massimo si configura come un posticcio happy ending magico, fiabesco e surreale, e con l’intervento di un qualche deus ex machina o di un miracolo.
SOMMARIO
Eraserhead
The Elephant Man
Blue Velvet
Wild at Heart
Lost Highway
The Straight Story
Mulholland Drive
Inland Empire
Approfondimenti e notizie
Franco Marucci discute i motivi conduttori dei film di Lynch (Youtube)
Parole chiave
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