Birri, birbi e citte qua e là
La Polizia nel Vicariato di Abbadia San Salvatore nell’età della Restaurazione (1814-1859)
Difficile pensare ad una professione più triste e trista di quello del “birro” nella Toscana granducale: destinato a prestare servizio lontano dal luogo di nascita, e quindi visto come forestiero; sottoposto a frequenti trasferimenti per scongiurare connivenze con la mala locale, era per la maggior parte della popolazione il simbolo di un governo lontano, che manteneva la legalità con la prepotenza, servendosi di rappresentanti dell’ordine tanto arroganti quanto meschini e malpagati, e dunque corruttibili.
Nonostante gli sforzi riformatori del Granduca Pietro Leopoldo, che voleva levargli la negativa nomea popolare, restava per i più un “infame”. A causa del suo isolamento finiva col sentirsi vicino alle persone che vivevano ai margini della società, le “citte qua e là” e i “birbi” che avrebbe dovuto invece controllare e reprimere. Con i “birbi” condivideva per lo più l’indole violenta e prevaricatrice, nelle “citte” cercava conforto ai suoi bisogni affettivi di sradicato.
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Questo libro lo trovi anche in: Abbadia San Salvatore, Amiata

