Trame e debiti nella Massa duecentesca
I retroscena dell’Albero della Fecondità
La ricerca storica del contesto sociopolitico, religioso ed economico di Massa duecentesca ha consentito di ricostruire i complessi scenari alle radici del famoso dipinto dell’Albero della Fecondità nel crogiolo della guerra tra papato ed impero, e quindi guelfi contro ghibellini.
Le spregiudicate azioni dei vari leader politici – perfino un tentato omicidio ordito dal papa contro l’imperatore – profilano una società ancora alla ricerca di consolidamento dei rapporti di forza ed esposta alle dinamiche dei grandi mutamenti in atto in molteplici ambiti, anche linguistici con l’omologazione del “volgare”.
Appare sorprendente che la genesi di una duecentesca iconografia di arredo urbano sia stata conseguenziale ad un duro braccio di ferro tra il Comune ed il Vescovo, con la duplice espulsione del prelato, le ovvie scomuniche di Massa, e l’intervento papale per dirimere la contesa. Tutto ciò in una temperie di pesanti debiti comunali con i banchieri senesi, registi occulti dei destini cittadini; una pesante ipoteca fin dalla nascita del Comune che si concluderà nel Trecento con il totale controllo di Siena.
Uno sconcertante spaccato di società medievale, ma intrigante quanto a etica e conflitti dei vari poteri, ambientato in un contesto con valori sociali ben differenti dai nostri sotto ogni profilo.
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